L’albero, il lume

L’albero, il lume
(Yves Bonnefoy Tours, Francia 24/6/1923 – Parigi, Francia 1/7/2016)

L’albero invecchia nell’albero: è l’estate.
L’uccello valica il canto dell’uccello e si allontana.
Il rosso della veste illumina e disperde
lontano, in cielo, il carreggio dell’antico dolore.
Oh fragile paese,
fragile come la fiamma del lume che portiamo
quando è vicino il sonno nella linfa del mondo,
semplice il battito dell’anima condivisa.
Anche tu ami l’istante in cui la luce dei lumi
trascolora e sogna nel giorno.
Tu sai che è l’oscurità del tuo cuore che guarisce,
la barca che raggiunge la riva e vi ricade.

(Da: Pietra scritta, 1965)

Dello stesso autore: Il fulmineIl mirtoLe nostre mani nell’acqua

Le nostre mani nell’acqua

Le nostre mani nell’acqua
(Yves Bonnefoy Tours, Francia 24/6/1923 – Parigi, Francia 1/7/2016)

Noi agitiamo quest’acqua. In essa le nostre mani si cercano,
Talvolta si sfiorano, forme spezzate.
Più in basso, è una corrente, è qualcosa d’invisibile,
Altri alberi, altre luci, altri sogni.

E guarda, sono anche altri colori.
La rifrazione trasfigura il rosso.
Era un giorno d’estate? No, è il temporale
Che “cambierà il cielo”, e fino a sera.

Noi immergevamo le mani nel linguaggio,
Vi afferrarono parole delle quali non sapemmo
Che fare, non essendo che i nostri desideri.

Noi invecchiammo. Quest’acqua, nostra trasparenza.
Altri sapranno cercare più nel profondo
Un nuovo cielo, una nuova terra.

Dello stesso autore: Il fulmineIl mirto

Il mirto

Il mirto
(Yves Bonnefoy Tours, Francia 24/6/1923 – Parigi, Francia 1/7/2016)

Eri la terra, a volte lo sapevo,
sulle tue labbra bevevo l’angoscia delle fontane
sgorgante da pietre calde, e l’estate
dominava lassù pietra felice e bevitore

Ti dicevo di mirto, a, volte, e bruciavamo
un giorno intero l’albero dei tuoi gesti.
Grandi fiammate rapide di luce vestale,
cosi t’inventavo fra i tuoi capelli chiari

Grande e nulla un’estate ci aveva arso i sogni,
arrochita la voce, cresciuto il corpo, disfatte le catene
A volte il letto vorticava, una barca alla deriva
che si avvia lentissima verso il centro del mare.

(Trad. di Luisa Spaziani)

Dello stesso autore: Il fulmine

Il fulmine

Il fulmine
(Yves Bonnefoy n. a Tours, Francia il 24/6/1923)

Questa notte è piovuto.
Il sentiero ha odore di erba bagnata,
poi nuovamente la mano del calore
sulla nostra spalla, come
per dire che il tempo non ci porterà via niente.

Ma là
dove il campo inciampa nel mandorlo,
ecco, un animale è balzato
da ieri a oggi attraverso le foglie.

E noi ci fermiamo, al di fuori del mondo.

E io ti vengo vicino,
finisco di strapparti dal tronco annerito,
ramo, estate nel fulmine
da cui la linfa di ieri, divina ancora, scorre.

(Traduzione di Mario Benedetti)