Gocce di rugiada del primo mattino

Gocce di rugiada del primo mattino
(Xu Zhimo Haining, Cina 15/1/1897 – Tai’an, Cina 19/11/1931)

Gocce di rugiada del primo mattino
ciascuna è trasparente sfera di cristallo,
tornan di nuovo le rondini
e nel vecchio nido non cessano di cinguettare;
Oh poeta! Non è ancora primavera nel mondo
ancora non zampillano libere
le fonti che tu creasti,
sogghigna! Non hai finito di sputare la fine giada dei monti
non hai finito di spargere le fini perle dei mari,
fondi i suoni degli strumenti,
ti nutri della luce degli astri!
Oh poeta! Non è ancora primavera nel mondo,
ancora non zampillano libere
le fonti che tu creasti!
Questo colpo di saetta
Scuote di tutto il cielo la foschia,
brillante sole nascente
ancora sorgi s’un trono dorato;
soffice vento del Sud
corruga il volto veemente dell’oceano
un gabbiano immacolato
penetra nubi e sorvola onde spensierato;
oh poeta! Non è proprio tempo di imbarcarsi
ancora non è pronto il tuo
peschereccio cantereccio!
Oh, guarda! In quell’onda bianca
carpe dalle ali dorate
tenere salamandre
polpe di gamberi e addomi di granchi!
Oh, veloce! Una rete da lancio, un amo,
piglia! Piglia!
I tuoi, tua moglie, figlio, parenti, amici
si sono goduti rarissime delicatezze.
Oh poeta! Non è proprio tempo di imbarcarsi,
ancora non è pronto il tuo
peschereccio cantereccio!
Oh poeta!
Oh, tu sei l’illuminato dello spirito di un’epoca!
Oh, tu sei l’integratore di pensiero e cultura!
Oh, tu sei il creatore del confine fra uomo e cielo!
Il tuo capitale sono fiumi, mare, vento e nubi,
uccelli, bestie, fiori, spiriti, fantasmi, mosche, zanzare,
una frase per nasconderlo: corpo astrale terra letterato cultura:
la tua immensa fornace è “marchiare leggermente crudelmente godendo”,
fiamma eterna “fumo persona avvolge dentro purezza”
raffinando poetica, bellezza, magnifica maestà,
tu sei l’allodola e la pispola in alto lassù
ovunque nei quattro mari non chiedi ad anni presenti e passati
diffondendo rarissime musiche splendide come broccato;
tu sei il vecchio filantropo che anima fatica e lavoro,
tu mostri l’infinito arcobaleno della bellezza autentica
tu dimori nel picco più alto della vita autentica.

(Traduzione di Fabio Grasselli)