L’uomo di neve

L’uomo di neve
(Wallace Stevens Reading, Pennsylvania, USA 2/10/1879 – Hartford, Connecticut, USA 2/8/1955 – Premio Pulitzer per la poesia 1955)

Bisogna avere una mente d’inverno
per osservare il gelo e i rami
dei pini incrostati di neve;

e avere patito tanto freddo
per guardare i ginepri ricoperti di ghiaccio,
gli abeti ruvidi nel distante riflesso

del sole di gennaio; e non pensare
alla miseria che risuona nel vento,
tra le rade foglie,

il medesimo suono della terra
attraversata dal medesimo vento
che soffia nello stesso spazio spoglio

per chi in ascolto, ascolta nella neve,
e lui stesso un nulla, guarda
il Nulla che non c’è e il nulla che c’è.

(Da: Collected Poems, 1954)

Dello stesso autore: Due figure nella densa luce viola

Due figure nella densa luce viola

Due figure nella densa luce viola
(Wallace Stevens Reading, Pennsylvania, USA 2/10/1879 – Hartford, Connecticut, USA 2/8/1955 – Premio Pulitzer per la poesia 1955)

Tanto varrebbe essere abbracciati dal portiere dell’albergo
Che non ottenere nulla di più dal chiaro di luna
Se non la tua mano umida.

Sii la voce della notte e della Florida nelle mie orecchie
Usa parole cupe e immagini cupe.
Oscura il tuo linguaggio

Parla, ancora, come s’io non t’udissi parlare,
Ma parlassi per te perfettamente nei miei pensieri,
Concependo parole,

Come la notte concepisce nel silenzio i suoni del mare,
E con il sussurro delle loro sibilanti compone
Una serenata.

Di’, puerile, che le poiane posano sul palo della tenda
E dormono con un occhio aperto sopra le stelle che cadono
Dietro Key West.

Di’ che le palme sono chiare in un azzurro assoluto,
Sono chiare e sono oscure; che è notte;
Che risplende la luna.

(Da: Harmonium, 1923)