A Evelina, mia madre

A Evelina, mia madre
(Valentino Zeichen Fiume, Croazia 24/3/1938 – Roma 5/7/2016)

Dove saranno finiti
la veduta marina,
il secchiello e la paletta,
e i granelli di sabbia
che l’istantaneo prodigio
tramutò in attimi fuggenti,
travasandoli dal nulla
in un altro nulla?
Dove sarà finito l’ovale
di mia madre
che fu il suo volto e
che il tempo ha reso medaglia?
Perché non mi sfiora più
con le sue labbra,
dove sarà volato quel soffio
che raffreddava la
mia minestrina?
Dove le impronte di quel
lesto e disordinato
sparire delle cose?
In quale prigione di numeri
è rinchiuso il tempo?
Rispondimi! Dolore sapiente,
autorità senza voce.

Dello stesso autore: Bar NavonaPer Lucio BattistiSe la tipografia del destino

Per Lucio Battisti

Per Lucio Battisti
(Valentino Zeichen Fiume, Croazia 24/3/1938 – Roma 5/7/2016)

Anche i poeti che fanno lo stage
nelle torri d’avorio, sull’Atlantico
dove meditano sui millenni
fischieranno un tuo motivo
come le sirene delle navi.
Non si conosce nostalgia
che non sia da lontananza
fin dalle frecce preistoriche degli addii.
Perciò le canzoni accompagnano le vite
mentre la buona poesia i secoli.

Dello stesso autore:
Bar Navona
Se la tipografia del destino

Se la tipografia del destino

Se la tipografia del destino
(Valentino Zeichen Fiume, Croazia 24/3/1938 – Roma 5/7/2016)

Se la tipografia del destino
mi avesse impresso
sul tuo corpo con tecnica
d’indelebile tatuaggio e
non quale labile decalcomania,
ti sarei rimasto addosso.

Malgrado il nostro patto
di sbiadire accoppiati,
ho sorpreso il tempo
che stinge di nascosto.
Non sarà che ti lavi troppo?

(1987)

Dello stesso autore:
Bar Navona

Bar Navona

Bar Navona
(Valentino Zeichen Fiume, Croazia 24/3/1938 – Roma 5/7/2016)

La posta in gioco era alta, bionda,
giovinezza desunta dal polso che ostentava
un orologio al quarzo.
Un amico disse: “Sono Porto Franco, saprà valutare la convenienza”.
L’altro osservava il coprifuoco dei sentimenti.
Così mi intromisi fra lei e il sole
prima che la dorasse come una moneta
lievitandone il valore.

Per non contrariarla, nell’avvicinamento
mi accostai coi modi invisibili dei camerieri
sperando che mi porgesse in mancia
il suo profilo abbronzato.

“Posso farLe da ombra?”

“Debbo proprio ritirarla?”

”Mi allontano retrocedendo
così posso accarezzarLe la figura.
Dica almeno addio alla sua ombra.”

*

Potevo essere una svolta
nella sua vita,
alla prossima mi ritroverà
solo come un nome sulla lapide di una via.

(1979)

(Da: Poesie d’amore del Novecento, Oscar Mondadori)