Donna

Donna
(Umberto Saba Trieste 9/3/1883 – Gorizia 25/8/1957)

Quand’eri
giovinetta pungevi
come una mora di macchia. Anche il piede
t’era un’arma, o selvaggia.

Eri difficile a prendere.
Ancora
giovane, ancora
sei bella. I segni
degli anni, quelli del dolore, legano
l’anime nostre, una ne fanno. E dietro
i capelli nerissimi che avvolgo
alle mie dita, più non temo il piccolo
bianco puntuto orecchio demoniaco.

Dello stesso autore: BoccaCaro luogoIn riva al mareL’addioLa MalinconiaMeriggio d’EstateMio padre è stato per me “l’assassino”Quando il pensiero di teQuest’annoRitratto della mia bambinaSera di febbraio

L’addio

L’addio
(Umberto Saba Trieste 9/3/1883 – Gorizia 25/8/1957)

Senz’addii m’hai lasciato e senza pianti;
devo di ciò accorarmi?
Tu non piangevi perché avevi tanti,
tanti baci da darmi.
Durano sì certe amorose intese
quanto una vita e più.
Io so un amore che ha durato un mese,
e vero amore fu.

Dello stesso autore: BoccaCaro luogoIn riva al mareLa MalinconiaMeriggio d’EstateMio padre è stato per me “l’assassino”Quando il pensiero di teQuest’annoRitratto della mia bambinaSera di febbraio

Meriggio d’Estate

Meriggio d’Estate
(Umberto Saba Trieste 9/3/1883 – Gorizia 25/8/1957)

Silenzio! Hanno chiuso le verdi
persiane delle case.
Non vogliono essere invase.
Troppe le fiamme
della tua gloria, o sole!
Bisbigliano appena
gli uccelli, poi tacciono, vinti
dal sonno. Sembrano estinti
gli uomini, tanto è ora pace
e silenzio… Quand’ecco da tutti
gli alberi un suono s’accorda,
un sibilo lungo che assorda,
che solo è così: le cicale.

Dello stesso autore: BoccaCaro luogoIn riva al mareLa MalinconiaMio padre è stato per me “l’assassino”Quando il pensiero di teQuest’annoRitratto della mia bambinaSera di febbraio

Bocca

Bocca
(Umberto Saba Trieste 9/3/1883 – Gorizia 25/8/1957)

La bocca
che prima mise
alle mie labbra il rosa dell’aurora,
ancora
in bei pensieri ne sconto il profumo.

O bocca fanciullesca, bocca cara,
che dicevi parole ardite ed eri
così dolce a baciare.