Perché taccia il rumor di mia catena

Perché taccia il rumor di mia catena
(Ugo Foscolo Zante, Grecia 6/2/1778 – Londra, Regno Unito 10/9/1827)

Perché taccia il rumor di mia catena
di lagrime, di speme e di amor vivo,
e di silenzio; ché pietà mi affrena,
se con lei parlo, o di lei penso e scrivo.

Tu sol mi ascolti, o solitario rivo,
ove ogni notte Amor seco mi mena,
qui affido il pianto e i miei danni descrivo,
qui tutta verso del dolor la piena.

E narro come i grandi occhi ridenti
arsero d’immortal raggio il mio core,
come la rosea bocca, e i rilucenti

adorati capelli, ed il candore
delle divine membra, e i cari accenti
m’insegnarono alfin pianger d’amore.

Dello stesso autore:
A Zacinto
Alla sera