Un foglio di carta può diventare un coltello

Un foglio di carta può diventare un coltello
(Tsering Woeser n. a Lhasa, Cina il 21/7/1966)

Un foglio di carta può diventare un coltello
– anche piuttosto affilato.
Stavo soltanto voltando una pagina
quando mi si è tagliata la nocca dell’anulare della mano destra.
Un taglio piccolo, ma netto
sottile come un fil di seta, e pungeva un po’
Metamorfosi inquietante
di un foglio in un coltello:
doveva esserci un qualche errore, o
una sorta di cambiamento improvviso
questo foglio qualsiasi… un brivido di timore.

Pechino 16 ottobre 2007

Della stessa autrice: Sulla strada

Sulla strada

Sulla strada
(Tsering Woeser n. a Lhasa, Cina il 21/7/1966)
Poetessa, attivista e blogger tibetana, mette al centro della sua poetica le condizioni di oppressione in cui vive il suo popolo, contro ogni regime. La carta diventa un coltello affilato, le parole mettono in pericolo, in certe parti del mondo, ma le cose possono cambiare, anche raccontandole. È una delle intellettuali più famose a livello internazionale, vincitrice di numerosi premi al femminile.

Sulla strada con la mente nervosa,
per fuggire il caos di questo mondo fluttuante.
Scegli un posto dove stabilirti,
trova parole scelte
per raccontare questa occasione che ti dà il volante.

Sulla strada si incontrano per caso
uomini e donne di grande dignità;
pur se l’orgoglio naturale è umiliato.
Le rovine che ricoprirono il Tibet
con le ombre scure come la notte
non hanno trovato una nobiltà negli uomini comuni.

Tra questi incontri:
uno caro a me, da tempo perduto,
brillante, senza compromessi,
trascurato.
Anch’io sono puro ed onesto;
anche il mio è un cuore sincero e gentile;
vorrei cambiare come le stagioni
e io avrei potuto cambiare con loro.
Non c’è bisogno farci regali gli un gli altri;
noi siamo i doni.

Sulla strada, un anziano del mio popolo dice:
“Fiori d’oro fiorirono sulla montagna d’oro;
mentre i fiori d’oro fiorivano, egli non venne;
e quando è venuto, i fiori erano morti.
Fiori d’argento fiorirono sulla montagna d’argento;
mentre sbocciavano i fiori d’argento, egli non venne;
e quando è venuto, i fiori erano morti.”

Sulla strada, camminando da solo.
Un vecchio libro senza una mappa,
una penna, non c’è molto da mangiare,
ballate di una terra straniera:
questo è sufficiente. Sulla strada,
vedo un cavallo nero
che non china il capo per pascolare, ma scuote i suoi zoccoli,
nervoso perchè non può correre libero.
E nel contempo, meditano in profonde grotte
tra le vaste montagne,
le forme nascoste degli uomini.
Chi vorrà onorarli e riverirli?

Sulla strada, non è difficile incontrare
un devoto del mudra,
che mal s’adatta ad una mente contaminata.
Anche una serie di speciali mantra non è difficile (da ascoltare),
ma stridono se le labbra sono macchiate di menzogne.

Sulla strada,
afferro un fiore che non è di questo mondo,
e affretto la ricerca in tutte le direzioni,
prima che io muoia,
(prima) che io possa presentarmi a un vecchio in abito rosso scuro.
Un gioiello che esaudisca i desideri,
l’accenno di un sorriso:
queste cose le generazioni devono tenersi strette.

Maggio 1995
Lhasa