Triangolo nero per Henny Shermann

 Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia

Triangolo nero per Henny Shermann
(Tiziano Fratus n. a Bergamo nel 1975)

una lesbica nel mio campo?

l’indignazione solcava la fronte alla sharpei del generale volk
himmler consegnò le chiavi del futuro nelle sue piccole mani di falegname
un futuro radioso colmo di speranza per i popoli della terra
ma andava combattuta una battaglia all’ultimo sangue
e non esiste battaglia che non richieda organizzazione disciplina e
precisione
i nemici del partito e dell’umanità si annidano nei gangli più interni
dell’organismo
ebrei malati terroristi politici omosessuali
andavano raggruppati e torchiati

ma cosa fare con una lesbica?
un grattacapo che andava a guastare i piani di battaglia
anche qua dentro si combatteva una guerra
non meno che al fronte e non meno che nella vita
una battaglia per la sopravvivenza
la prassi consigliava la catalogazione di pervertita
alla stregua delle prostitute che indossavano il triangolo nero

henny sara schermann
nata il 19 febbraio 1912 a francoforte
non coniugata commessa di negozio
lesbica licenziosa frequentatrice di bar omosessuali
non ha adottato il nome di sarah
apolide ebrea

due anni a berneberg e doccia a gas

(Da: La torsione, 2006)

Henny Schermann (Francoforte sul Meno, Germania 19/2/1912 – Bernburg, Germania nel 1942)
fu la prima di tre figlie di una coppia ebrea; il padre era un emigrante russo, la madre tedesca. Dopo la presa del potere del partito nazionalsocialista nel 1933 tutte le ebree furono costrette, per un decreto di legge, ad apporre il nome Sara dopo il nome originale, come infamante marchio di appartenenza alla “razza” ebraica. Nonostante questo la Schermann, di professione commessa, si rifiutò di utilizzare il secondo nome e continuò a frequentare i locali omosessuali illegali di Francoforte.
Nel marzo del 1940, la Schermann venne arrestata ed internata presso il campo di concentramento femminile di Ravensbrück, dove, sul dorso della foto segnaletica il medico eugenista Friedrich Mennecke scrisse:
“Jenny Sara Schermann, nata il 19 febbraio 1912 a Francoforte, non coniugata, commessa di negozio. Lesbica compulsiva frequentatrice di bar omosessuali non ha adottato il nome Sara. Apolide ebrea.”
Dopo due anni trascorsi in campo di concentramento la Schermann venne inviata presso l’ ospedale psichiatrico di Bernburg, nei pressi di Magdeburgo, specializzato nell’eliminazione di elementi “asociali” dove venne uccisa in una camera a gas.
La Schermann venne indubbiamente uccisa perché ebrea, ma i dati riportati sulla foto segnaletica, l’interesse diretto del medico eugenista del campo di Ravensbrück e l’invio presso l’ospedale psichiatrico di Bernburg, mostrano come le autorità perseguissero un’attenta repressione sull’omosessualità femminile, colpevole, secondo l’ideologia nazista, di abbassare i tassi di natalità del Reich e indebolire la “razza padrona”.
(Da: www.culturagay.it)