Felice matrimonio

Felice matrimonio
(Taslima Nasreen n. a Mymensingh, Bangladesh il 25/8/1962)

La mia vita, come una striscia di terra,
è stata espugnata da un mostro.
Lui vuole il mio corpo sotto il suo controllo
così, se vuole può sputarmi in faccia,
schiaffeggiarmi sul viso,
e pizzicarmi il sedere;
così, se lo desidera.
Così, se vuole può derubarmi dei miei abiti,
e prendere la mia nuda bellezza nella sua morsa.
Così, se vuole può cavarmi gli occhi,
così, se vuole può incatenarmi i piedi,
se vuole può, senza scrupolo, frustarmi,
se vuole può tagliarmi le mani, le dita.
Se vuole può spargere sale nella ferita aperta,
può gettarmi pepe macinato negli occhi.
Così, se vuole, può tagliarmi le cosce con un pugnale,
così, se vuole, può legarmi e impiccarmi.

Voleva il mio cuore sotto il suo controllo
affinché io lo ami:
nella mia casa solitaria di notte,
sveglia, in preda all’ansia,
aggrappata alle grate della finestra,
lo aspetterei sospirando;
versando lacrime, preparerei pane fatto in casa,
berrei, come se fosse ambrosia,
i fetidi liquidi del suo corpo poligamo.
Così che, amandolo, mi scioglierei come cera,
senza mai volgere lo sguardo su un altro uomo.
Darei prova della mia castità per tutta la vita.

Così che, amandolo,
in una notte illuminata dalla luna
mi suiciderei
in un accesso d’estasi

(Traduzione di Raffaella Marzano)

Della stessa autrice:
Vai ragazza!

Vai ragazza!

 Le poesie delle donne

Vai ragazza!
(Taslima Nasreen n. a Mymensingh, Bangladesh il 25/8/1962)

Hanno detto – non prendertela…
Hanno detto – stai calma…
Hanno detto – smettila di parlare…
Hanno detto – stai zitta…
Hanno detto – stai seduta…
Hanno detto – abbassa la testa…
Hanno detto – continua a piangere, lascia scorrere le lacrime…

Come dovresti reagire?

Dovresti alzarti ora
dovresti stare in piedi
tenere le spalle dritte
tenere alta la testa…
dovresti parlare
dire cosa pensi
dirlo forte
urlare!

Dovresti urlare così forte da farli correre a nascondersi.
Diranno – “Sei una svergognata!”
Quando lo senti, ridi…

Diranno – “Hai un carattere dissoluto!”
Quando lo senti, ridi più forte…

Diranno – “Sei corrotta!”
E tu ridi, ridi ancora più forte…

Sentendoti ridere, grideranno,
“Sei una puttana!”

Quando dicono così,
tu mettiti le mani sui fianchi,
stai ferma e dì,
“Sì, sì, sono una puttana!”

Resteranno scioccati.
Ti fisseranno increduli.
Aspetteranno che tu dica di più, molto di più…

Gli uomini fra loro arrossiranno e suderanno.
Le donne tra loro sogneranno di essere una puttana come te.

(Traduzione di Raffaella Marzano)