Fotografate, vi prego!

 Giornata mondiale contro l’AIDS

Fotografate, vi prego!
(Sindiwe Magona n. a Gungululu, Eastern Cape (allora Transkei), Sud Africa il 27/8/1943)

Correte dal più vicino rivenditore
Non importa se di quelli economici
E una volta lì comprate
Macchinette fotografiche in quantità
Presto! Andate! Andate!
Poi tornate a casa. Chiamate a raccolta la famiglia
E fotografatela tutta
Soprattutto i bambini. Soprattutto i giovani
Fate presto! Presto! Fotografateli tutti
Prima che sia troppo tardi.

Fotografate i bambini
Fotografateli mentre giocano
Fotografateli mentre piangono
Fotografateli mentre leggono i loro libri preferiti
o eseguono dei piccoli compiti. – Però, vi prego –
Fate presto! Presto, prima che sia troppo tardi.

Fotografate i bambini accoccolati
Accanto alla cuccia del gatto
Fotografateli che ballano nudi sotto la pioggia
Fotografateli nel sonno nei loro lettini
Fotografateli con indosso la divisa della scuola. Con i vestiti buoni della domenica,
O con quelli laceri di tutti i giorni
Però, vi prego, sbrigatevi a fotografare i bambini,
Prima che sia troppo tardi
Prima che se ne vadano tutti –
Prima che quella loro promessa di vita
Venga soffiata via, lieve, come la fiamma di una candela.

I vostri figli, senza alcun timore, dicono che fare sesso protetto
è come mangiare caramelle incartate
Forse chiameranno castelli le loro bare
E la formica e il verme compagni, schiavi pronti ai loro ordini.

E allora fotografateli, vi prego, e spiegate loro il perché –
Fotografate i giovani, prima che muoiano, tutti fino all’ultimo.
Fotografateli! Fate le foto e appendetele al muro.
Perché l’immagine di quel volto tanto amato continui a vivere per sempre.

Lo so, una fotografia è un conforto da poco, se un figlio o una figlia non ci sono più.
è fredda la foto, non dà calore, né sorrisi, né abbracci
Una foto non ride, non andrà a fare la spesa per voi,
Non allevierà la vostra vecchiaia.

Ma nonostante tutto fotografateli! Fotografateli!
Così ai compleanni e nei giorni dedicati al ricordo
Potrete indicare quella foto sul muro e dire
Vusi oggi avrebbe trent’anni, e forse
Avrebbe già un bambino, e magari anche un altro in arrivo.

Fotografate, fotografate, prima che tutti quei figli scompaiano
Prima che il nostro domani non ci sia più –
Dimezzato, nel migliore dei casi, dalla peste che viene con l’amore;
Aiutata da giovani che non credono che si possa morire
E da uomini cresciuti sentendosi forti come querce
Pochi centimetri che spuntano dalla terra, poi crescono rigogliosi.

Uomini che si sono sottratti all’idea del passare del tempo
Germogliati in fretta, andati a scuola – alcuni;
Ma poi sfuggiti al senso di Responsabilità Sociale.
Per questi individui, rispetto, rispettabile, rispettabilità,
Sono morti da tempo, ogni moralità dimenticata!
Riflessi di umanità dannata, disprezzabile, codarda.

Vi prego, fate presto! Fotografate tutti i bambini, adesso!
Fotografateli, perché domani non ci saranno più.
Fotografateli! Fotografate i figli…
Figli che non avranno mai trent’anni.
Figli che mai… diventeranno… vecchi.
Che non diventeranno mai vecchi
che mai…
diventeranno…
vecchi….

Della stessa autrice:
Roccia

Roccia

 Le poesie delle donne

Roccia
(Sindiwe Magona n. a Gungululu, Eastern Cape (allora Transkei), Sud Africa il 27/8/1943)

Sono una roccia
Risoluta e forte.
Sono una roccia
Dannatamente robusta; non lo dimenticare.
Se così non fosse,
Non sarei qui a raccontarlo.

Non continuare a criticarmi. E smettila di stupirti oltremisura:
le crepe che vedi sono ferite di guerra, amico mio.
Giorno dopo giorno, io sono in battaglia,
Giorno dopo giorno, io dichiaro guerra,
Giorno dopo giorno, io schivo e corro e mi sottraggo e sorrido;
Schivando i colpi delle randellate,
Schivando i colpi sbadatamente scagliati verso di me;
Schivando i colpi sconsideratamente rovesciati addosso a me;
Schivando i colpi orditi con astuzia
E quei colpi, profondamente radicati nel profondo della psiche della nazione.

E a quel punto tu mi domandi: ma perché sanguini?

Sono una roccia
Risoluta e forte
Se così non fosse,
Non sarei qui a raccontarlo.