Le foreste rosa

Le foreste rosa
(Saniya Salih Siria 1935-1985)

Il proiettore del tiranno è puntato sui nostri visi.
Mangia la nostra carne.
Il treno sfreccia, sotto le nostre finestre,
trasportando stanze, nazioni, e rifiuti.
Urliamo, dalla tristezza,
i nostri cuori oscillano come frutti su un albero
le nostre lingue sputano carbone e fumo.
Sotto la luce infestata,
beviamo marciume e sconfitta.
Un autunno malconcio vive nelle catapecchie
e oscura gli edifici.
Sotterriamo le teste negli angoli,
tossiamo e gemiamo,
mentre i cavalli dei passanti nitriscono e sbuffano.
Un aeroplano passa sotto le nostre terrazze.
Le foreste rosa sono invisibili al buio.
Fantasmi abitano i castelli disabitati
irraggiungibili da proiettori di luce o binocoli;
la loro sete è più grande della fessura
attraverso la quale entrano gli stranieri;
la loro pelle è irta di spine
i loro piedi sono bocche rapaci
che divorano qualsiasi cosa calpestano.

(Da: Non ho peccato abbastanza, antologia di poetesse arabe contemporanee, Mondadori 2007)

Della stessa autrice: L’alba della notte

L’alba della notte

L’alba della notte
(Saniya Salih – Siria 1935-1985)

Madre, prometto
di donare il mio sangue come tu hai fatto
per disperderlo nell’aria.
La notte profonda
cerca la stella che tu sarai.
Ci corichiamo nell’attesa, forse scenderai
oppure invierai qualche benedizione dell’aldilà
a noi, i poveri di questa vita.
Affonda la notte con la tua pietà,
con la tua intelligenza, con la tua oscurità.
Insegnaci che cos’è la nascita, che cos’è la morte,
quale pelle dovremmo donare nella nostra grande
         metamorfosi,
quale notte per occultarci
quale alba infinita
di anime, seta e ricordi,
osservo la sofferenza delle anime nella nascita e nella morte,
nell’amore e nell’odio,
quando salgono e quando scendono.
Ciononostante esci per incontrare il tuo fuoco
che ha sorseggiato i vini dell’anima,
l’oppio della separazione,
e tu sei misteriosa, oscura,
silenziosa e obbediente.
Come hanno potuto strapparti
le colline e le vallate, la primavera e l’autunno,
gli alberi e la felicità,
quando l’aria era carica di rancori?
Madre, ti prometto…

(da Non ho peccato abbastanza, antologia di poetesse arabe contemporanee, Mondadori 2007)