Tramontata è la luna

Tramontata è la luna
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte;
anche la giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

(Traduz. S. Quasimodo)

Della stessa autrice:
All’amataDicono alcuni sulla nera terraInvocazione a VenereLa cosa più bellaLa dolce melaNozzePlenilunioTu… Anima miaVorrei veramente essere morta

Invocazione a Venere

Invocazione a Venere
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Afrodite, trono adorno, immortale,
figlia di Zeus, che le reti intessi, ti prego:
l’animo non piegarmi, o signora,
con tormenti e affanni.

Vieni qui: come altre volte,
udendo la mia voce di lontano,
mi esaudisti; e lasciata la casa d’oro
del padre venisti,

aggiogato il carro. Belli e veloci
passeri ti conducevano, intorno alla terra nera,
con battito fitto di ali, dal cielo
attraverso l’aere.

E presto giunsero. Tu, beata,
sorridevi nel tuo volto immortale
e mi chiedevi del mio nuovo soffrire: perché
di nuovo ti invocavo:

cosa mai desideravo che avvenisse
al mio animo folle. “Chi di nuovo devo persuadere
a rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto
verso te, Saffo?

Se ora fugge, presto ti inseguirà:
se non accetta doni, te ne offrirà:
se non ti ama, subito ti amerà
pur se non vuole.”

Vieni da me anche ora: liberami dagli affanni
angosciosi: colma tutti i desideri
dell’animo mio; e proprio tu
sii la mia alleata.

Della stessa autrice: All’amataDicono alcuni sulla nera terraLa cosa più bellaLa dolce melaNozzePlenilunioVorrei veramente essere morta…

Nozze

Nozze
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Sposo beato, le nozze dei tuoi sogni
sono compiute. È tua
la fanciulla che ami.

O sposa, tu sei
tutta grazia: i tuoi occhi
son dolci, il bel viso
è tutto amore…

O sposo,
felice sposo,
noi fanciulle canteremo
questa notte,
il tuo amore e la tua sposa
profumata di viola,
canteremo questa notte…

Della stessa autrice: All’amataDicono alcuni sulla nera terraLa cosa più bellaLa dolce melaVorrei veramente essere morta…

Dicono alcuni sulla nera terra

Dicono alcuni sulla nera terra
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Dicono alcuni sulla nera terra
esser la cosa più bella uno stuolo
di navi, altri di fanti o cavalieri.
Io, ciò che ami.

È nota a tutti questa verità:
Elena, la più splendida creatura,
lasciò il marito, ottimo fra gli uomini,
senza pensiero

per la figlia né per i genitori
e alla città di Troia andò per mare
tanto l’aveva Cipride sconvolta
di folle amore.

Ed anche a me fa ora ricordare
Anattoria lontana, non più qui:
di lei vorrei dinanzi agli occhi avere
l’amabile figura

e ammirare i bagliori luminosi
del suo volto, piuttosto che dei Lidi
i carri e di soldati tumultuosi
armate schiere.

Della stessa autrice: All’amataLa cosa più bellaLa dolce melaVorrei veramente essere morta…

La cosa più bella

La cosa più bella
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Quale la cosa più bella
sopra la terra bruna? Uno dice «una torma
di cavalieri», uno «di fanti», uno «di navi».
lo, «ciò che s’ama».

Farlo capire a tutti è cosi semplice!
Ecco: la donna più bella del mondo,
Elena, abbandonò
il marito (era un prode) e fuggi

verso Troia, per mare.
E non ebbe un pensiero per sua figlia,
per i cari parenti: la travolse
Cipride* nella brama.


anche in me d’Anattoria
ora desta memoria, ch’è lontana.

Di lei l’amato incedere, il barbaglio
del viso chiaro vorrei scorgere,
più che i carri dei Lidi e le armi
grevi dei fanti.

(*Cipride: Appellativo di Afrodite dea dell’amore)

Vorrei veramente essere morta…

Frammento 96
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Vorrei veramente essere morta.
Essa lasciandomi piangendo forte,
mi disse: "Quanto ci è dato soffrire,
o Saffo: contro mia voglia
io devo abbandonarti."
"Allontanati felice" risposi
"ma ricorda che fui di te
sempre amorosa.
Ma se tu dimenticherai
(e tu dimentichi) io voglio ricordare
i nostri celesti patimenti:
le molte ghirlande di viole e rose
che a me vicina, sul grembo
intrecciasti col timo;
i vezzi di leggiadre corolle
che mi chiudesti intorno
al delicato collo;
e l’olio da re, forte di fiori,
che la tua mano lisciava
sulla lucida pelle;
e i molli letti
dove alle tenere fanciulle joniche
nasceva amore della tua bellezza.
Non un canto di coro,
né sacro, né inno nuziale
si levava senza le nostre voci;
e non il bosco dove a primavera
il suono…

All’amata

All’amata
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Donna, beato, uguale,
Parmi a un Dio quel mortale
Che ti siede di fronte, e, a te ristretto,
Soavemente favellar ti sente,
Sorridere ti mira amabilmente.

Com’io ti vidi, in petto
Attonito, distretto
Sentimi il cor; com’io ti vidi, spenta
Mancò la voce nella gola; ratto
La lingua a me fiaccavasi, e di tratto

Serpeggiando una fiamma
Sottile, i membri infiamma;
Fugge dagli occhi la veduta; ingombra
Le orecchie un zufolio; ghiaccio un sudore
Discorre, e tutta m’occupa un tremore:

Per ch’io com’erba imbianco,
E per poco io non manco,
E fuor di vita appajo. Or ogni ardita
Opra tentar vogl’io, poi che mendica…