Per quelli che giungono alle feste

Per quelli che giungono alle feste
(Rubén Bonifaz Nuño Córdoba, Messico 12/11/1923 – Città del Messico 31/1/2013)

Per quelli che giungono alle feste
avidi di tenere compagnie,
e incontrano coppie impenetrabili
e gentili ragazze sole che fanno paura
– poiché uno non sa ballare, ed è triste –;
quelli che si isolano con un bicchiere
di acquavite oscura e melanconica,
e odiano fino in fondo la propria miseria,
l’invidia che sentono, i desideri;

per quelli che sanno con amarezza
che della donna che bramano rimane loro
solamente un chiodo infisso nella spalla
e qualcosa di tenue ed acre, come l’aroma
che serba il rovescio di un guanto dimenticato;

per quelli che furono invitati
una volta; quelli che indossarono
il meno guasto dei loro due vestiti
e furono puntuali; e in una porta
già molto dopo l’arrivo di tutti
seppero che non si sarebbe compiuto
l’appuntamento, e tornarono disprezzandosi;

per quelli che guardano da fuori,
di notte, le case illuminate,
e a volte vorrebbero essere dentro:
dividere con qualcuno tavola e coperta,
vivere con figli felici;
e poi comprendono che è necessario
fare altre cose, e che vale
molto di più soffrire che essere vinto;

per quelli che vogliono muovere il mondo
con il loro cuore solitario,
che per le strade si affaticano
camminando, chiari di pensamenti;
per quelli che calpestano i propri fallimenti e seguono;
per quelli che soffrono con coscienza,
perché non saranno consolati
coloro che non avranno, coloro che non possono ascoltarmi;
per quelli che sono armati, scrivo.