La spettatrice

La spettatrice
(Rosemary Dobson Sydney, Australia 18/6/1920 – Canberra, Australia 27/6/2012)

Io sono quella che guarda dall’altra parte
In ogni dipinto si può vedere che sto
Rapita al cielo, un uccello, un’ala d’angelo,
Mentre gli altri s’inginocchiano, offrono mirra, ricevono
La benedizione dalla mano luminosa.

Io trattengo i cavalli mentre i cavalieri smontano
E sguainano le spade per vincer la battaglia;
O se no in vaga prospettiva si può vedere
La mia figura remota sulla strada di montagna
Quando nelle pianure gli eserciti sono messi in rotta.

Io sono lo spirito stupido che sembra troppo tonto,
L’ottusa sognatrice, seconda da destra.
Seguo la folla, ma non segno
(copricapo sugli occhi) i massacrati Innocenti,
O Icaro, la sua caduta a capofitto.

Una volta in un Giardino – vista di schiena lì soltanto –
Che bene il pittore mi rese, pennellata su pennellata,
Eppure appena visibile tra i fiori e l’erba –
Udii una voce, “Mangia”, e avrei voluto voltarmi –
Spesso mi chiedo chi fu che parlò.