Siamo l’arcobaleno

 Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia

Siamo l’arcobaleno
(Roberto Malini n. a Milano il 27/5/1959)

Siamo l’arcobaleno,
siamo un ponte di luce,
un ponte indistruttibile
da una sponda all’altra
di tutti i fiumi
in tutti i paesi del mondo.

Siamo il ponte
che sostiene il peso di tutti
coloro che attraversano
il fiume della vita.

Siamo l’arcobaleno
fatto di pietre comuni
e di gemme preziose:
tanti colori sono il nostro vanto
e il nostro nome è Libertà.

Dello stesso autore: C’è una nuova legge in UgandaIl silenzio dei violiniIn memoria del Mahatma GandhiTatarszentgyoergy

Tatarszentgyoergy


 23 febbraio 2009
Assassinio di Tatarszentgyoergy (Ungheria)

Tatarszentgyoergy
(Roberto Malini n. a Milano il 27/5/1959)

Lunedì 23 febbraio 2009, nel villaggio ungherese di Tatarszentgyoergy, 55 chilometri a sudest di Budapest, un giovane padre Rom Róbert Cs. e il figlio di cinque anni sono stati uccisi da sconosciuti e successivamente dati alle fiamme in un’aggressione di matrice razzista.

Con occhi di ghiaccio li guardò l’odio,
con braccia di fuoco li prese.

La memoria, i violini, tutti quei fiori bianchi
non ci danno pace.

Mai dimenticheremo Tatarszentgyoergy,
dove grida – per sempre – giustizia
la cenere Rom.

Dello stesso autore:
C’è una nuova legge in Uganda
In memoria del Mahatma Gandhi

Il silenzio dei violini

 20 giugno 2007 – 20 giugno 2017
Sgombero del campo Rom di Via Triboniano a Milano

Il silenzio dei violini
(Roberto Malini n. a Milano il 27/5/1959)

Ispirata da Jasmine, giovane Romnì (femminile di Rom, significa “donna” in lingua Romanès) che le autorità milanesi scacciarono brutalmente dal campo di via Triboniano, dove si erano rifugiate il 20 giugno del 2007.
Vi erano molte “autorità”, presso il campo: dirigenti delle forze dell’ordine, assessori, funzionari pubblici, assistenti sociali, sacerdoti. Vi erano bambini in fasce deposti al suolo dai genitori stremati, ragazzini di 6 o 7 anni feriti durante operazioni di evacuazione effettuate con troppo impeto dalle forze dell’ordine, donne incinte sedute a terra, malati e portatori di handicap abbandonati a se stessi. Gli attivisti che erano presenti si prodigavano per portare soccorso umanitario e tentare una mediazione con le autorità milanesi.
Ad un certo punto una giovane Romnì, Jasmine – piccola e magra come una bimbetta – si voltava, alzava le mani al cielo, si poneva di fronte ai poliziotti armati e gridava: “Siamo esseri umani e non abbiamo un posto dove andare! Dio ha creato il mondo per tutti, non solo per i ricchi!”. Gli agenti si fermavano, davanti a quella figurina esile, piena di dignità e di coraggio. Si guardavano l’un l’altro; sembrava non sapessero se spingerla via con la durezza che li aveva caratterizzati fino a quel momento o inginocchiarsi e chiederle perdono.

Tu che sei un essere umano come me,
fermati, non passare oltre, affrettando il passo
e girando la faccia per non vedere.

Guardami!
Guarda le mie sorelle, i miei fratelli,
guarda i nostri bambini!

Non lasciarti ingannare: è vero,
sono diversi dai tuoi bimbi
che se ridono sembrano violini,
violoncelli se piangono.

I nostri no, non ridono, non piangono,
sono sporchi, malati, hanno occhi tristi
fissi sul nulla come quelli dei vecchi.

Tu che vivi fuggendo – quasi sempre –
il dolore, fermati per un attimo e guardaci.

Guardaci: siamo uguali a te (quando la sofferenza
come un raggio di luce acuminato
ti colpisce – inattesa – al centro del cuore).

Guardaci, siamo carne e fame e sete
e sogni e sangue e pelle
come te, come la tua gente,
come i tuoi bambini.

(Impara ad ascoltare il silenzio dei violini,
l’agonia dei violoncelli).
Tu che sembri un essere umano come me,
fermati, non passare oltre, affrettando il passo
e girando la faccia condannandoci
a non esistere.

Dello stesso autore: C’è una nuova legge in UgandaIn memoria del Mahatma Gandhi

In memoria del Mahatma Gandhi nell’anniversario della sua nascita

  Giornata internazionale della nonviolenza

In memoria del Mahatma Gandhi nell’anniversario della sua nascita
(Roberto Malini n. a Milano il 27/5/1959)

Sii grandezza,
diventa cambiamento,
sii pace,
diventa compassione,
sii progresso,
diventa verità.

Sii scudo
davanti alla violenza organizzata
dei governi.

Diventa nebbia
e circonda i perseguitati
che fuggono dai carnefici.

Sii anima
e infonditi ovunque,
davanti alla macchina
senz’anima
che distrugge la speranza.

Diventa speranza
e abbraccia
chi è ormai disperato.

Sii grandezza,
diventa cambiamento,
sii pace,
diventa compassione,
sii progresso,
diventa verità.

2 Ottobre 2015

Dello stesso autore: C’è una nuova legge in Uganda

C’è una nuova legge in Uganda

 X Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia

C’è una nuova legge in Uganda
(Roberto Malini n. a Milano il 27/5/1959)

C’è una nuova legge in Uganda,
approvata dal parlamento
e firmata dal presidente.

È nera come la tomba,
è gialla come la febbre,
è rossa come il sangue.

Ordina alle stelle di spegnersi
e agli uccelli della foresta
di non cantare più.

Impone ai tramonti
di non dipingere più il cielo di rosso,
al sole giallo che sale
sul Ruwenzori
di cambiare colore
e alle notti di non indossare più
la veste nera.

C’è una nuova legge in Uganda,
approvata dal parlamento
e firmata il presidente.

È nera come la tomba,
è gialla come la febbre,
è rossa come il sangue.

È una legge che intima alla vita
di diventare sabbia,
alla speranza di diventare pietra
e all’amore di diventare paura.

“C’è una nuova legge in Uganda”
scrive il tramonto con inchiostro rosso
e la notte ammantata di nero
legge quelle parole agli amanti,
che le ascoltano
e si stringono ancora più forte
perché ogni attimo d’amore
ha tutti i colori del mondo.

“È nera come la tomba,
è gialla come la febbre,
è rossa come il sangue”
cantano gli uccelli della foresta,
mentre le stelle,
sempre accese,
li ascoltano.

E il sole giallo sale sul Ruwenzori
e la vita non si perde
nel vento come sabbia
e la speranza non si cristallizza
e l’amore non trema.

Perché nelle notti oscure
e in quelle stellate,
sotto il sole giallo
o nei tramonti rossi come il fuoco,
ogni cosa ha il suo destino
e ogni attimo d’amore
ha tutti i colori del mondo.