Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia


Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia

Lettera al mio adorato
(Oscar Wilde Dublino, Irlanda 16/10/1854 – Parigi, Francia 30/11/1900)

Mio carissimo ragazzo,
questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l’incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.

Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi ha rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice.

Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all’Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai.

Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos’è l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell’amore non è stata compresa.

Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te.

Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie.

Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale

Oscar

Quanto t’ho amato
(Roberto Benigni n. a Manciano La Misericordia, AR 27/10/1952)

Se tu mi avessi chiesto "Come stai?"
Se tu mi avessi chiesto "Mi hai pensato?"
t’avrei risposto "bene, certo, sai…"
Ti parlo, però, senza fiato.
Mi perdo nel tuo sguardo colossale,
la stella polare sei tu.
Mi sfiori e ridi, no, così non vale.
non parlo e se non parlo poi sto male…

Quanto t’ho Amato e quanto t’Amo non lo sai,
e non lo sai perchè non te l’ho detto mai.
Anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te.
Quanto t’ho Amato e quanto t’Amo non lo sai:
non l’ho mai detto, e non te lo dirò mai –
nell’Amor le parole non contano: conta.. la Musica.

Se tu mi avessi chiesto "Che si fa?"
Se tu mi avessi chiesto "Dove andiamo?"
T’avrei risposto "Dove il vento va…"
Le nuvole fanno un ricamo.
Mi piove sulla testa un temporale,
il cielo nascosto sei tu.
Ma poi svanisce in mezzo alle parole,
per questo io non parlo e poi sto male…

Quanto t’ho Amato e quanto t’Amo non lo sai,
e non lo sai perchè non te l’ho detto mai.
Anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te.
Quanto t’ho Amato e quanto t’Amo non lo sai:
non l’ho mai detto, e non te lo dirò mai –
nell’Amor le parole non contano: conta.. la Musica.

A Donna Rosa

A Donna Rosa

(Roberto Benigni n. a Manciano La Misericordia, AR 27/10/1952)

 

Se quella notte, per divin consiglio,
la Donna Rosa, concependo Silvio,
avesse dato a un uomo di Milano
invece della figa il deretano
l’avrebbe preso in culo quella sera
sol Donna Rosa e non l’Italia intera.