Ottobre

Ottobre
(
Robert Frost San Francisco, California, USA 26/3/1874 – Boston, Massachusetts, USA 29/1/1963 – Premio Pulitzer per la poesia 1924, 1931, 1937 e 1943)

O dolce quieta mattina d’ottobre,
Sono pronte a cadere le tue foglie.
Il vento di domani, se sarà

Forte, tutte le sperderà.

Sopra la selva il richiamo dei corvi,

Forse domani se n’andranno a schiera.

O dolce quieta mattina d’ottobre,

Lente inizia le ore di questo giorno.

Fa’ che il giorno ci sembri meno breve.

Noi, cuori non avversi all’illusione,

Illudi nel modo che sai.

Stacca una foglia all’aprirsi del giorno,

A mezzodì stacca un’altra foglia;

Una dai nostri alberi, una molto lontano.

Attarda il sole con la nebbia gentile:

Incanta la terra col tuo ametista

Oh lentamente!

Per amore di quella vigna, non foss’altro,

Le cui foglie già sono strinate dal gelo,

I cui grappoli andranno altrimenti perduti
– Per amore di quella vigna lungo il muro.

(Da: A boy’s will, 1913)

Dello stesso autore:
Niente che sia d’oro resta
Quel che dissero i cinquant’anni
Un uccelletto minore

Quel che dissero i cinquant’anni

Quel che dissero i cinquant'anni
(
Robert Frost San Francisco, California, USA 26/3/1874 – Boston, Massachusetts, USA 29/1/1963 – Premio Pulitzer per la poesia 1924, 1931, 1937 e 1943)

Quand'ero giovane erano i vecchi i miei maestri.
Lasciai fuoco (per forma) fino a spegnermi.
Soffrivo come un metallo che fosse forgiato.
Andavo a scuola dai vecchi per imparare il passato.

Ora che sono vecchio ho per maestri i giovani.
Quel che non può modellarsi, dev'essere infranto o piegato
Lezioni (mi torturano) che riaprono antiche suture.
Vado a scuola dai giovani per imparare il futuro.

Dedicata a mia figlia e a tutti i ragazzi che oggi iniziano le prove per l'esame di maturità.