Poesia a Giorgiana Masi

Poesia a Giorgiana Masi

(Raffaella Zajotti nata ad Orvieto nel 1982)

 

Dalla lapide a Giorgiana Masi:
“Se la rivoluzione di Ottobre fosse stata di Maggio,
se tu vivessi ancora,
se io non fossi impotente di fronte al tuo assassinio,
se la mia penna fosse un’arma vincente,
se la mia paura potesse esplodere nelle piazze,
coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola,
se l’averti conosciuta diventasse la nostra forza,
se i fiori che abbiamo regalato alla tua coraggiosa vita nella nostra morte
almeno diventassero ghirlande nella lotta di noi tutte donne, se..
Non sarebbero le parole a cercare di affermare la verità,
ma la vita stessa, senza aggiungere altro”.

Oddio che male!

Ponte, ombra, farfalla, danza macabra, dissolvenza, puzza, respira, ama, anela, sogna tutto, caduta, oddio che male!occhi, non so che rispondere, silenzio, passi, tonfo sordo, sussurravi: oddio che male!

La farfalla agita il suo profumo contro la danza macabra del mondo
In essa non muore, anzi risorge!
Oddio che male!

Perché sia monito la puzza interminabile del sangue
della tua ombra che ha attraversato il ponte
restituendo la libertà alla morte
Oddio che male!

Perché il tuo sorriso mi guarda sconcertante,
con gli occhi limpidi che solo una madre, o una bambina adolescente
che il mondo è indegno di amare,
ed io non so cosa risponderti

nei tuoi passi il tonfo sordo del silenzio irraggiungibile
e mentre il tuo sguardo gridava per sempre,
la tua anima sussurrava a salvarsi:

Oddio che male!

E tutto il mondo sopra sparava, per non guardarsi negli occhi.

(da “Antologia di ammirazione femminile”, ed. Lieto Colle, a cura di “Il filo di Eloisa”, Ass. culturale Eloisa Manciati)

 

Da: www.radicalimasi.bo.it