Mentre passavano le stagioni

Mentre passavano le stagioni…
(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

Mentre passavano le stagioni
e le api frequentavano i giardini estivi,
la luna sorrideva nella notte ai gigli,
i lampi dardeggiavano ardenti baci
alle nuvole e ridendo sparivano…

Il poeta se ne stava in un angolo,
quasi una cosa sola con gli alberi e le nuvole.
Tenne il cuore in silenzio come un fiore,
vegliò nei sogni come fa la luna crescente…

E se ne andò vagando come la brezza estiva,
senza meta alcuna.

Dello stesso autore: Al chiar di lunaAl risveglioIo desidero te, soltanto teLe nuvole tramanoMaternitàPer molti giorniQuando mi passò accantoSulla spiaggia di mondi sconfinatiTalvolta la mia gioia

Maternità

Maternità
(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo
e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso, l’onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato il tesoro
del mondo nelle mie esili braccia?

Dello stesso autore: Al chiar di lunaAl risveglioIo desidero te, soltanto teLe nuvole tramanoPer molti giorniQuando mi passò accantoSulla spiaggia di mondi sconfinatiTalvolta la mia gioia

Sulla spiaggia di mondi sconfinati

Sulla spiaggia di mondi sconfinati
(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

I bambini s’incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Su di loro l’infinito cielo
è silenzioso, l’acqua s’increspa.
Con grida e danze s’incontrano i bambini
sulla spiaggia di mondi sconfinati.

Fanno castelli di sabbia
e giocano con vuote conchiglie.
Con foglie secche intessono barchette
e sorridendo le fanno galleggiare
sull’immensa distesa del mare.
I bambini giocano sulla riva dei mondi.

Non sanno nuotare,
non sanno gettare le reti.
I pescatori si tuffano a pescare
le perle dal fondo del mare,
nelle navi viaggiano i mercanti,
mentre raccolgono i bambini
sassolini che poi gettano via.
Non cercano tesori nascosti,
non sanno gettare le reti.

Il mare s’increspa di sorrisi
e la spiaggia dolcemente risuona.
Le onde che portano la morte
cantano ai bambini nenie senza senso
come fa la madre
quando culla la sua creatura.
Il mare gioca coi bambini
e la spiaggia dolcemente risuona.

S’incontrano i bambini
sulla riva di mondi sconfinati.
Vaga la tempesta
per il cielo dai molti sentieri,
naufragano navi
nell’acqua dai molti sentieri,
la morte è in giro e giocano i bambini.
C’è un grande convegno di bambini
sulla spiaggia di mondi sconfinati.

Dello stesso autore: Al chiar di lunaAl risveglioIo desidero te, soltanto teLe nuvole tramanoPer molti giorniQuando mi passò accantoTalvolta la mia gioia

Talvolta la mia gioia

Talvolta la mia gioia
(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

Talvolta
la mia gioia
ti spaventa
amore mio
nasce dal nulla
e si nutre di poco
di larve invisibili
che il vento trasporta
di frammenti di paura
che si fondono in tepore
di briciole di serenità
cadute
dalla mensa dei poveri
di un raggio di sole
che risveglia lucciole
addormentate
in gocce di rugiada
se mi ami
amore mio
perdona la mia gioia.

Dello stesso autore: Al chiar di lunaAl risveglioIo desidero te, soltanto teLe nuvole tramanoPer molti giorniQuando mi passò accanto

Al risveglio

Al risveglio
(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

Al risveglio ho trovato una lettera
ma non posso sapere che dice
non so leggere
e non voglio disturbare un sapiente dai libri:
ciò che c’è scritto forse
non lo saprebbe leggere.
La terrò sulla fronte
la terrò stretta al cuore
quando scende la notte
ed escono le stelle.
La porterò sul grembo e resterò in silenzio
e me la leggeranno le foglie
che stormiscono
e ne farà un ruscello
col suo scorrer un canto
che a me ripeterà anche l’orsa del cielo
io non so trovare quello che cerco
o capire cosa dovrei imparare.
Ma so che questa lettera
che non ho letto
ha reso più lieve il mio fardello
e tutti i miei pensieri
ha mutato in canzoni.

Io desidero te, soltanto te

Io desidero te, soltanto te
(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

Io desidero te, soltanto te
il mio cuore lo ripeta senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.
Come la notte nell’oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
"Io desidero te, soltanto te".
Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo amore eppure grida:
"Io desidero te, soltanto te".

 

 

 

Dedicata alla mia Signora che oggi compie 50 anni


AUGURI!!!!

Al chiar di luna

Al chiar di luna

(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

 

Calma, calma questo cuore agitato,
tu, notte tranquilla di luna piena.
Troppe gravi preoccupazioni,
più e più volte
gravano sul mio cuore.
Versa tenere lacrime
Sopra brucianti pene.
Con i tuoi raggi argentati,
portatori di sogno e di magia,
morbidi come petali di loto,
o notte, vieni, accarezza
tutto il mio essere
e fammi dimenticare
tutte le mie pene.

Per molti giorni…

Per molti giorni…

(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

 

Per molti giorni, per molte miglia,

con molte spese, per molti paesi,

sono andato a vedere i monti,

sono andato a vedere il mare.

Ma a due passi da casa,

quando ho aperto gli occhi,

non ho visto

una goccia di rugiada

sopra una spiga di grano.