Svegliati

Svegliati
(Pedro Salinas Madrid, Spagna 27/11/1891 – Boston, Usa 4/12/1951)

[XXIV]

Svegliati. Il giorno ti chiama
alla tua vita: il tuo dovere.
A nient’altro che a vivere.
Strappa ormai alla notte
negatrice e all’ombra
che lo celava, quel corpo
di cui è in attesa, sommessa,
la luce, nell’alba.
In piedi, afferma la retta
volontà semplice d’essere
pura vergine verticale.
Senti il tuo corpo.
Freddo, caldo? Lo dirà
il tuo sangue contro la neve
da dietro la finestra;
lo dirà
il colore sulle tue guance.
E guarda il mondo. E riposa
senz’altro impegno che aggiungere
la tua perfezione a un altro giorno.
Il tuo compito
è sollevare la tua vita,
giocare con lei, lanciarla
come voce alle nubi,
a riaffermare le luci
che ci hanno lasciato.
Questo è il tuo destino: viverti.
Non devi fare nulla.
La tua opera sei tu, niente altro.

(Da: La voce a te dovuta)

Dello stesso autore:
Al di là della gente
Il modo tuo d’amare
Mare lontano
Non ho bisogno di tempo
Non respingere i sogni perché sono sogni
Non voglio che ti allontani
Perché hai nome tu…
Per vivere non voglio
Ti si sta vedendo l’altra

Mare lontano

Mare lontano
(Pedro Salinas Madrid, Spagna 27/11/1891 – Boston, Usa 4/12/1951)

Se non è il mare, è la sua immagine,
la sua figura, rovesciata, nel cielo.

Se non è il mare, è la sua voce
sottile,
attraverso il vasto mondo,
amplificata dal vento.

Se non è il mare, è il suo nome
in una lingua senza labbra,
senza luogo,
senza altra parola che questa:
mare.

Se non è il mare, è la sua idea
di fuoco, impenetrabile, pura;
e io,
ardente, affogo in lei.

(Da: Fabula y signo, 1931)

Dello stesso autore: Al di là della genteIl modo tuo d’amareNon ho bisogno di tempoNon respingere i sogni perché sono sogniNon voglio che ti allontaniPerché hai nome tu…Per vivere non voglioTi si sta vedendo l’altra