Adesso calma e sangue freddo

Adesso calma e sangue freddo
(Patrizia Valduga n. a Castelfranco Veneto, TV il 20/5/1953)

Adesso calma e sangue freddo. Dunque
per lui… per un avvenire qualunque…
un po’ di sangue, un grido… era l’amore?
Era questo, mi dicevo, l’amore?
A due a due agglutinati insieme,
per i bisogni del tormento insieme,
l’uno nell’altra cuore contro cuore.
“ecco vengo, sì, godi godi amore…”.
Un po’ di sangue, un grido, un paio d’urla…
“anch’io… anch’io…” ansimi da burla…
Ma da ogni parte in me, ma il senso in me,
giorni e notti ammucchiarsi dentro me,
avventarsi di annate in un istante,
vedendomi vecchia, peggio, invecchiante,
quel senso… sì, non si era mai perduto,
e avrei fino allo spasimo voluto
il piacere, il piacere finalmente,
il piacere dei sensi e della mente.
Oh paese dell’anima occupata!
Solo una volta lui mi ha penetrata
da parte a parte con tutto il coltello.
Amore, gli dicevo, amore bello,
io cosa faccio, cuore del mio cuore?
Come hai detto? non sento… per favore
non potresti parlare un po’ più forte?
Mi stai mandando, sappilo, alla morte…
cosa faccio così? che umiliazione…
che cosa? “Guarda la televisione.”
Che umiliazione per un po’ di affetto!
Partita con la testa, gli hanno detto,
andata con la testa, inoffensiva,
le braccia in croce ed ero ancora viva,
se è vita questa mia bava di vita.
Poi farmi eccitare dalle sue dita
al buio, dentro un letto d’ospedale…
Oh sento male io, mi sento male!
vestita per la bara… ma perché?…
Lui morto, su di me, assieme a me,
e andare morto sulla morta, e…

Della stessa autrice: Io sono sempre stata come sono…La poesia…Vieni, entra e coglimi