I flagellati del Vento dell’Est

I flagellati del Vento dell’Est

(Ovidio Martins 1928-1999; Poeta Capoverdiano)

 

Noi siamo i flagellati dal Vento dell’Est!

A nostro favore

non ci sono state campagne di solidarietà

non si sono aperti i ricoveri per darci riparo

e non ci sono state braccia tese fraternamente verso di noi

Noi siamo i flagellati dal Vento dell’Est

Il mare ci ha trasmesso la sua perseveranza

Abbiamo appreso dal vento a danzare nelle disgrazie

le capre ci hanno insegnato a mangiare pietre perché

non perissimo

Noi siamo i flagellati dal Vento dell’Est

Moriamo e resuscitiamo tutti gli anni

per la disperazione di coloro che ci impediscono il cammino

Testardamente continuiamo in piedi

in una sfida agli dei e agli uomini

E le carestie non ci fanno più paura

poiché scopriamo l’ordine delle cose (quando potremo!…)

Noi siamo i flagellati del Vento dell’Est

Gli uomini si sono dimenticati di chiamarci fratelli

e le voci solidali che abbiamo sempre udito

sono soltanto

le voci del mare

che ci ha salato il sangue

le voci del vento

che ci ha introdotto il ritmo dell’equilibrio

e le voci delle nostre montagne

stranamente e silenziosamente musicali

Noi siamo i flagellati dal Vento dell’Est.

 

(Da: Mário de Andrade, Na noite gravida de punhais, 1975)