Canto senza risposta

Canto senza risposta
(Nichita Stănescu Ploiești, Romania 31/3/1933 – Bucarest, Romania 13/12/1983)

Perché mai ti amerò, donna sognatrice,
che ti avvolgi intorno a me come fumo, come una vite
intorno al mio petto, alle mie tempie,
sempre tenera, sempre ondeggiante?

Perché mai ti amerò, donna delicata
come un filo d’erba che taglia in due
la luna estiva, gettandola in acqua,
divisa da se stessa
come due innamorati dopo un abbraccio?…

Perché mai ti amerò, occhio malinconico,
sole castano che sorgi dalla mia spalla,
trascinando dietro di te un cielo di profumi
con nubi sottili, senza ombra?

Perché mai ti amerò, ora indimenticabile,
che invece dei suoni
metti in fuga intorno al mio cuore
una mandria di puledri dalle criniere ribelli?

Perché mai ti amerò tanto, amore,
vortice di stagioni che colorano un cielo
(sempre diverso, sempre vicino)
come una foglia cadente. Come un respiro appannato dal gelo.

Dello stesso autore: Emozione d’autunnoL’età dell’oro dell’amoreSegno 12

Un bacio alla mia Signora

L’età dell’’oro dell’’amore

L’età dell’’oro dell’’amore
(Nichita Stănescu Ploiești, Romania 31/3/1933 – Bucarest, Romania 13/12/1983)

Le mie mani sono innamorate,
ah!, la mia bocca ama,
ed ecco, mi sono accorto
che le cose sono talmente vicine a me,
da poter a malapena camminare fra di esse
senza ferirmi.

È una sensazione dolce,
di risveglio, di sogno,
ed ecco che, senza dormire,
vedo reali gli dei d’’avorio,
li prendo in mano e
li avvito ridendo, nella luna,
come maniglie scolpite,
così come forse erano un tempo,
ornate, le ruote del timone delle navi.

Giove è giallo, ed Era
la meravigliosa è argentea.
Colpisco con la sinistra la ruota ed essa si muove.
È una danza, amore mio, dei sentimenti,
dei dell’’aria, fra noi due.
Ed io, con le vele dell’’anima
gonfie di nostalgia,
ti cerco dappertutto, e le cose vengono
sempre più vicino,
e stringono il mio petto fino a farmi male.

(Da: Una visione dei sentimenti, 1964)

Dello stesso autore:
Emozione d’autunno

Emozione d’autunno

Emozione d’autunno

(Nichita Stănescu 1933-1983)

 

E’ arrivato l’autunno, coprimi il cuore con qualcosa,
con l’ombra di un albero oppure meglio con l’ombra tua.


Ho paura a volte di non rivederti mai più,
che mi cresceranno ali sottili fino alle nuvole,
che ti nasconderai dentro un occhio straniero,
e lui si chiuderà con la foglia di assenzio.

 

E allora mi avvicino alle pietre e taccio,
prendo le parole e le annego nel mare
fischio alla luna, la faccio spuntare e la trasformo
in un grande amore.