Presenza

Presenza
(Mário Quintana Alegrete, Brasile 30/7/1906 – Porto Alegre, Brasile 5/5/1994)

Bisogna che la nostalgia disegni i tuoi lineamenti perfetti,
il tuo profilo esatto e che appena, lievemente, il vento
delle ore ponga un fremito nei tuoi capelli…
Bisogna che la tua assenza esali
nell’aria un profumo sottile di trifoglio calpestato,
di foglie di rosmarino da tempo conservate
chissà da chi in qualche mobile antico…
Ma bisogna, anche, che sia come aprire una finestra
e respirarti, azzurra e luminosa, nell’aria.
Occorre la nostalgia perché io ti senta
come sento – in me – la presenza misteriosa della vita…
Ma quando appari sei tanto altra e multipla e imprevista
che non somigli mai al tuo ritratto…
E devo chiudere gli occhi per vederti..

Dello stesso autore:
Al cimiteroAlla fine scopriraiHo scritto una poesia tristeLa strada

Al cimitero

Al cimitero
(Mário Quintana Alegrete, Brasile 30/7/1906 – Porto Alegre, Brasile 5/5/1994)

Sulla stessa pietra si trovano,
secondo la tradizione popolare,
una stella per quando si nasce,
una croce per quando si muore.
Ma quanti qui riposano
devono correggerci così:
“Mettetemi una croce all’inizio
e la luce della stella alla fine!”

Dello stesso autore:
Ho scritto una poesia triste
La strada

La strada

La strada
(Mário Quintana Alegrete, Brasile 30/7/1906 – Porto Alegre, Brasile 5/5/1994)

La strada è un fiume di passi e di voci,
un terribile fiume che mi porta,
ma sono solo, come si è nell’infanzia…
o quando la morte si va avvicinando…
Nell’aria, ora, che distante aroma?
Certo senza saperlo ti ho pensata…
E una rondine che vola in lontananza
è la mia nostalgia che io ti mando.
Ma tutto, in questo fiume tumultuoso,
non resta mai al fondo del ricordo
come guardato sotto una campana…
E tutto se ne va nella corrente
dove un fiore, alle volte, resta preso
e un chiaro riso sulle acque danza!

Dello stesso autore: Ho scritto una poesia triste

Ho scritto una poesia triste

Ho scritto una poesia triste
(Mário Quintana Alegrete, Brasile 30/7/1906 – Porto Alegre, Brasile 5/5/1994)

Ho scritto un poema triste
E bello, soltanto per la sua tristezza.
Non è da te che viene la tristezza
Ma dal mutare del Tempo.
Che ora ci porta speranze
Ora ci dà incertezza…

E non importa, al vecchio Tempo,
che sia fedele o infedele…
E resto, attaccato alla corrente,
Guardando le ore così brevi…
E con le lettere che mi scrivi
Faccio barche di carta!