Un ultimo desiderio

Un ultimo desiderio
(Mihai Eminescu Parigi, Botoșani, Romania 15/1/1850 – Bucarest, Romania 15/6/1889)

Ho un solo desiderio,
Nel silenzio della notte
Lasciatemi morire
Al margine del mare.
Un sonno dolce avrò,
Il bosco vicino
Sulle distese acque
Mi sia il cielo sereno.
Non voglio bandiere,
Né una bara ricca,
Fatemi solo un letto
Di teneri ramicelli.
Nessuno dietro deve piangere,
Solo l’autunno deve dare voce
Alle foglie morte
Che con rumore cadono.
Il fiumicello scorre,
Scivola anche la luna,
Dentro gli aghi dell’abete
Sopra, il tiglio santo
Fa tremare i rami.
Quando non sarò piu vagabondo,
Da allora in poi
Mi accarezzeranno con amore
pensieri lontani.
Stelle che scorgono
Dall’ombra del cedro,
Essendomi amiche
Mi sorridono ancora.
Piange dal dolore
Il canto del mare.
Che io sarò polvere…
Nella mia solitudine.

Dello stesso autore: Che ondeggi

Che ondeggi

Che ondeggi
(Mihai Eminescu Parigi, Botoșani, Romania 15/1/1850 – Bucarest, Romania 15/6/1889)

-Che ondeggi, mio bosco,
Senza piogge, senza venti,
Tutti i rami a terra spenti?
-Perchè mai non ondeggiare
Se il mio tempo scade!
Scema il giorno, il buio sale,
Le mie foglie si fan rade.
Soffia il vento tra le fronde-
I cantor me li disperde;
Da un lato s’egli batte-
Vien l’inverno, va l’estate.
Come non chinare il ramo,
Se gli ucceli se ne vanno!
Sopra i miei ramoscelli
Passan rondini a stuoli,
Sulle ali i miei pensieri,
La mia sorte, i miei giorni.
Se ne vanno a schiera a schiera,
Gli orizzonti annera,
Se ne vanno come istanti,
Dimenando le lor ali,
E mi lascian derelitto,
Appassito, svigorito,
Solo solo con l’affanno,
Unico mio compagno!