Saggezza indigena

 Giornata Internazionale delle Popolazioni Indigene nel Mondo

Saggezza indigena
(Miguel Ángel Asturias Città del Guatemala 19/10/1899 – Madrid, Spagna 9/6/1974 – Premio Nobel per la letteratura 1967)

T’hanno trovato dietro la tua ombra,
il sole del tramonto alle tue spalle,
per questo fu possibile la tua sconfitta.
Se il sole è sul tuo petto,
piedi e testa dorati,
gli uomini non ti vincono,
gli dèi né gli elementi.

Caduto, ormai, guardi senz’occhi,
odi senza orecchie, senti senza tatto,
parli senza lingua,
condannato al silenzio,
senz’altro grido che il sangue nelle ferite.

Quali erbe sostengono così dal profondo
il tuo respiro di tino e d’acqua dolce?

Estrai il tuo mattino dalla cenere
e lo rivolti tra penne
d’uccelli gelidi che gorgheggiano
in attesa che tu rida. Non la smorfia. Il riso.
L’ahimè perduto riso dei tuoi bei denti.

Il sole tornerà alla tua gola,
alla tua fronte, al tuo petto,
prima che annotti definitivamente
sulla tua razza, sui tuoi villaggi,
e che umani saranno il grido, il salto,
il sogno, l’amore, la fame.

Oggi tu e domani
un altro come te continuerà ad attendere.
Non v’è fretta né bisogno.
Gli uomini non finiscono.
Qui era una valle, ora si leva un monte.
Là era un monte, ora c’è un abisso.
Il mare pietrificato si trasformò in montagna
e i lampi si cristallizzarono in laghi.

Sopravvivere a tutti i mutamenti è il tuo destino.
Non v’è fretta né bisogno. Gli uomini non finiscono.