Fine di una trasgressione

2 giugno 1946 – 2 giugno 2016
70 ANNI DELLA REPUBBLICA E DEL VOTO ALLE DONNE

Fine di una trasgressione
(
Marisa Ombra n. ad Asti il 30/4/1925)

Per noi donne andare in guerra ed imparare allo stesso tempo la politica è stata una sconvolgente scoperta.
La scoperta che la vita era, poteva essere qualcosa che si svolgeva su orizzonti molto più vasti rispetto a quelli fino allora conosciuti.
Che esisteva un’altra dimensione del mondo.
E’ stato quindi un evento che ha modificato la nostra stessa idea di vita, è stato “prendere a pensare in grande”.
Mutamenti che si riflettono sul modo di intendere le relazioni di coppia e quelle tra uomini e donne in generale: “Ecco io sento che da ora in poi, dopo tutto quello che ho visto e fatto, non mi sarà più possibile sopportare un tale atteggiamento da parte di mio marito e che mi affiancherò a lui con una sicurezza e un’indipendenza che non so come egli sopporterà”.

Le donne arrivarono alle urne con grande convinzione e “nonostante tutto”.
Nonostante l’avversione della stampa, non solo satirica, che non perdeva occasione per denigrarle, descrivendo le suffragiste come cattive donne e infarcendo di commenti ironici e maschilisti la descrizione fisica, soprattutto, delle prime donne elette all’Assemblea Costituente, così lontane nell’aspetto dal canone femminile dell’epoca, rappresentato dalle curve di Gina Lollobrigida e Sophia Loren. Nonostante la posizione della Chiesa, che voleva ancora la donna “angelo del focolare”, benché un certo discorso di Papa Pio XII alleggerì le anime delle cattoliche di ogni remora sulla liceità della loro partecipazione alla vita politica per avviarle con andatura incerta a compiere i primi passi nella vita pubblica. E nonostante lo scherno di tantissime celebrità, come Vittorio De Sica a Vittorio Gassman, che vedevano nel voto un “nemico della serenità domestica”; non mancava chi, come l’attore Luigi Cimara, liquidava con benevolenza la questione: “Voto alle donne: l’importante è che continuino a fare quello che fanno, anche votando; sono tante carine…”

A Marisa Ombra e alle altre donne della Resistenza; a quelle che si sono sostituite agli uomini in guerra e a quelle che sono rimaste a casa per crescere i loro figli e dare un futuro all’Italia; a quelle che si sono battute per diritti che oggi appaiono scontati, dall’indossare una minigonna all’esprimere la propria preferenza al voto; alle 21 deputate alla Costituente che il 25 giugno 1946 fecero risuonare per la prima volta il suono di tacchi femminili a Montecitorio; alle donne promotrici di associazioni come l’Unione femminile italiana, che contribuì a fare della politica un argomento di cui potessero discutere tutte. A tutte loro, e a tutte le donne che si impegnano oggi, a distanza di 70 anni, perché ogni campo della sfera pubblica – dalle professioni alla politica – non sia di esclusivo appannaggio maschile…

Buona giornata e buon anniversario

(Da: d.repubblica.it)