Fra i roseti

Fra i roseti
(Mario De Rosa n. a Morano Calabro, CS il 6/9/1953)

Di Maggio fra i roseti
in vecchie ville
negli orti abbandonati,
un sole attonito e sbianchito
scalda i silenzi di angoli perduti.
Oltre i cancelli
con l’incuria degli anni
antiche signore colgono
una rosa,
e intanto pensano agli amori
di dolce gioventù,
quando stillava in cuore
come favo di miele
la dolcezza, per gli occhi neri
che non le guardan più.
Più in alto per il borgo
dove s’aggrappano le case al cono,
fiorisce ancora nell’orto
nell’erba alta la rosa,
così fiorisce nel cuore
chi ormai riposa…

Dello stesso autore:
Nebbia autunnalePaese

Paese

Paese
(Mario De Rosa n. a Morano Calabro, CS il 6/9/1953)

Nel paese del Sud al mattino,
piazza e strade sono così vuote
che pare anche Dio le abbia
abbandonate.
Al bar, qualche vecchio o un
invalido,
s’accende in discorsi col viaggiatore
di passaggio;
intanto quello pensa a un’occasione
di vendita.
È fiducioso, ma guadagnerà la giornata?
Fuori anche il poeta, estratto da sé stesso,
si vede in prospettiva,
poi si richiude dentro.
Un’auto passa rombando, un cane
l’insegue e abbaia,
ma è solo un attimo,
poi reinvade la noia.

Dello stesso autore:
Nebbia autunnale

Nebbia autunnale

Nebbia autunnale
(Mario De Rosa n. a Morano Calabro, CS il 6/9/1953)

Già quasi nostalgia mi prende
avvolto nella nebbia d’un fine Ottobre,
d’oro per le chiome dei pioppi,
serpi di luce, che rivelano il percorso
del fiume alla campagna.
Qualche raro lampione, spande cauto
l’aureola, ed è quadro irreale
per un paese del sud, nei valloni
di detriti e nei pini un po’ più usato,
dal soffio di venti fieri ad esser flagellato!

Si posa così la nostalgia
e scambia nascondigli, con l’incerto
dei rami, che a stento affiorano
là, dove la coltre la presa un poco
allenta.
E sono dell’Autunno gli umori
e i linimenti che la riarsa terra
spalmano, e già scioglie i capelli
la natura che nuda si adagia, si copre
di foglie e di colori, donna matura
nella sera, già pronta per l’amore.