Sono una donna nera

Sono una donna nera
(Mari Evans Toledo, Ohio, USA 16/7/1919 – Indianapolis, Indiana, USA 10/3/2017)

Sono una donna nera
la musica del mio canto
è un arpeggio dolce di lacrime
scritto in chiave minore
mi si può udire di notte
canticchiare
mi si può udire
                 canticchiare
la notte

ho visto il mio compagno buttarsi in mare urlando
e io/in queste mani/ho raccolto il respiro
del mio nato tra le canne
ho perduto il corpo flessuoso di Nat in una pioggia di lacrime
ho udito mio figlio gridare lungo tutta la strada da Anzio
per la Pace che non ha mai conosciuto… io
ho saputo di Da Nang e Pork Chop Hill
nell’angoscia
Ora le mie narici riconoscono l’odore del gas
e queste dita affaticate dal grilletto
cercano la barba morbida del mio guerriero

sono
una donna nera
alta come un cipresso
forte
solida oltre ogni definizione
al tempo
allo spazio
alle circostanze
resisto
    sempre aggredita
        impervia
            indistruttibile
Guardami
        e sii
nuovo

(1970)

(Da: La poesia femminista – antologia di testi poetici del MOVEMENT, a cura di Nadia Fusini e Mariella Gramaglia, Savelli)