Lascia sia il vento

Lascia sia il vento
(Margherita Guidacci Firenze 25/4/1921 – Roma 19/6/1992)

Lascia sia il vento a completar le parole
che la tua voce non sa articolare.
Non ci occorrono più le parole.
Siamo entrambi il medesimo silenzio.
Come due specchi, svuotati d’ogni immagine,
che l’uno all’altro rendono
un semplice raggio. E ci basta.

(Da: Poesie per poeti)

Della stessa autrice: All’ipotetico lettoreAlla fine dei secoliAnelli del tempoAtlanteMadame XNon voglio

Alla fine dei secoli

Alla fine dei secoli
(Margherita Guidacci Firenze 25/4/1921 – Roma 19/6/1992)

Alla fine dei secoli, quando
mi chiamerà un’altra voce
e proverò per la seconda volta
l’impeto di risurrezione
prego che come questa volta,
quando sei stato tu a chiamarmi,
alzandomi stupita dalla fossa
con le ossa che sentono la carne
stendersi nuovamente su di loro,
con la carne che sente
in sé di nuovo penetrare l’anima –
io possa, in quel tremendo campo
dove avrà inizio l’eterno,
fissare il primo sguardo su di te,
ritrovarti al mio fianco.

(Da: Inno alla gioia)

Della stessa autrice:
All’ipotetico lettore
Anelli del tempo
Atlante
Madame X
Non voglio

Anelli del tempo

Anelli del tempo
(Margherita Guidacci Firenze 25/4/1921 – Roma 19/6/1992)

Degli anelli del tempo, che si aggiungono
sempre nuovi, furono alcuni così stretti
che ne ricordo solo l’orrore di soffocare.
In altri, larghi e informi, vagai smarrita
senza un sostegno a cui aggrapparmi. I più,
pallidamente indifferenti, si ammucchiavano
gli uni sugli altri, subito saldandosi
senza nemmeno un segno di sutura.
Solo a pochi e per poco è tollerabile
riandare. Ma almeno questo, l’ultimo,
di cui oggi si chiude il cerchio, resta perfetto
nel mio cuore: cornice d’oro intorno
a uno specchio di gioia. Chiedo solo
di serbar quest’immagine. E che a te
uno stesso fulgore la riveli
e la circondi, allo scadere dell’ora,
nel tuo specchio gemello.

Della stessa autrice: All’ipotetico lettoreAtlanteMadame XNon voglio

Madame X

 Le poesie delle donne

Madame X
(Margherita Guidacci Firenze 25/4/1921 – Roma 19/6/1992)

Io non sono il mio corpo.
Mi è straniero, nemico.
Ancora peggio è l’anima,
E neppur con essa m’identifico.

Osservo di lontano
le rozze acrobazie di questa coppia
con distacco, ironia –
con disgusto talvolta.

E intanto penso che la loro assenza
sarebbe più guadagno che dolore:
questa e altre cose… Ma mentre le penso
io chi sono, e dove?

Della stessa autrice: All’ipotetico lettoreAtlanteNon voglio

All’ipotetico lettore

 Le poesie delle donne

All’ipotetico lettore
(Margherita Guidacci Firenze 25/4/1921 – Roma 19/6/1992)

Ho messo la mia anima fra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.
Ma schiudile se un giorno
la sentirai fuggire. Fa’ che siano
allora come foglie e come vento,
assecondando il suo volo.
E sappi che l’affetto nell’addio
non è minore che nell’incontro. Rimane
uguale e sarà eterno. Ma diverse
sono talvolta le vie da percorrere
in obbedienza al destino.

Della stessa autrice: AtlanteNon voglio

Atlante

Atlante
(Margherita Guidacci Firenze 25/4/1921 – Roma 19/6/1992)

Davanti a te la mia anima è aperta
come un atlante: puoi seguire con un dito
dal monte al mare azzurre vene di fiumi,
numerare città,
traversare deserti.

Ma dai miei fiumi nessuna piena ti minaccia,
le mie città non ti assordano con il loro clamore,
il mio deserto non è la tua solitudine.
E dunque cosa conosci?

Se prendi la penna, puoi chiudere in un cerchio esattissimo
un piccolo luogo montano, dire: “Qui fu la battaglia,
queste sono le sue silenziose Termopili”.
Ma tu non sentisti la morte distruggere la mia parte regale,
né salisti furtivo
col mio intimo Efialte per un tortuoso sentiero.
E dunque cosa conosci?

Non voglio

Non voglio
(Margherita Guidacci Firenze 25/4/1921 – Roma 19/6/1992)

Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro
e so che in fondo sono solamente
metri e gessetti con cui misurate
e segnate – segnate e misurate
senza stancarvi.

Sfilate spilli di tra le labbra, come un sarto:
me li appuntate sull’anima
e dite: "Qui faremo un bell’orlo.
Dopo starai tanto meglio."

Io non voglio che mi tagliate un pezzo d’anima!
Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo,
ebbene, non voglio entrarci.

Sono una poetessa: una farfalla, un essere
delicato, con le ali.
Se le strappate, mi torcerò sulla terra,
ma non per questo potrò diventare
una lieta e disciplinata formica.)