Librati, anima mia, su questa folla ignara

Librati, anima mia, su questa folla ignara
(Marceline Desbordes-Valmore Douai, Francia 20/6/1786 – Parigi, Francia 23/7/1859)

Librati, anima mia, su questa folla ignara,
libero uccello immergiti nel cielo spalancato.
Va’ a vedere! e torna dopo avere toccato
Il sogno… il mio bel sogno che questa terra ignora.

Quanto a me, sia silenzio, ne va della mia vita.
Mi chiudo dove nulla, più nulla mi ha seguita.
E dal mio nido stretto, che tace il suo lamento,
di fianco alla mia sorte fluire il mondo sento,

quel secolo che fugge ruggendo a queste porte
e via con sé trascina, simili ad alghe morte,
nomi cruenti e voti e vani giuramenti
e puri fiori in treccia con nomi dolci e ardenti.

Librati, anima mia, su questa folla ignara,
libero uccello immergiti nel cielo spalancato.
Va’ a vedere! e torna dopo avere toccato
Il sogno… il mio bel sogno che questa terra ignora.

Della stessa autrice: I separatiIl risveglioIo non so più, io non voglio piùLa memoriaLe rose di Saadi

I separati

I separati
(Marceline Desbordes-Valmore Douai, Francia 20/6/1786 – Parigi, Francia 23/7/1859)

Non scrivere. Sono triste, e vorrei spegnermi
Le belle estati senza di te, sono come una notte senza una luce
Ho richiuso le mie braccia, non possono raggiungerti,
e bussare al mio cuore è come bussare su una tomba.
Non scrivere!

Non scrivere. Impariamo a morire per noi stessi.
Non chiedo che a Dio, che a te, se ti amavo!
Nel profondo della tua assenza, ascoltare che tu mi ami
è comprendere il cielo senza mai salirci.
Non scrivere!

Non scrivere. Ho paura di te, ho paura della mia memoria:
ha conservato la tua voce che spesso mi chiama.
Non mostrare la acque di fonte a chi non la può bere.
Una cara scrittura è un ritratto vivente.
Non scrivere!

Non scrivere quelle dolci parole che non oso più leggere:
sembra che la tua voce le versi sul mio cuore;
che le veda bruciare attraverso il tuo sorriso;
sembra che un bacio le imprima sul mio cuore.
Non scrivere!

Della stessa autrice:
Il risveglio
Io non so più, io non voglio più
La memoria
Le rose di Saadi

La memoria

La memoria
(Marceline Desbordes-Valmore Douai, Francia 20/6/1786 – Parigi, Francia 23/7/1859)

Taci, sorella, ché il passato brucia.
Taci il suo nome, ché il suo nome è lui.
Ostinarsi sui beni perduti
è come andar con l’onda che ripiega.
Quel nome che mi è ardore e mi è dolcezza
quel nome, quando appena ora mi tocca,
come un fuoco mi avvampa nella bocca.
Sorella, non parlare.

Vedi, da donna, un cuore di donna
in fondo ai nostri occhi costernati:
a spegnersi alla fine condannati,
troppa febbre la fiamma se ne porta.
Di questo male la tortura forte
inflessibile l’uomo a lungo regge,
e se ci vieta, con spietata legge,
la sofferenza, ci concede morte.

Come conosce, lui, l’amara scienza
di offrir menzogne anche al suo stesso amore;
quanta furia lo nutre, e che rancore
contro il suo antico idolo s’inventa.
Come c’investe, a volte, l’aspro fiato
del suo odio… se nel suo delirio,
perché non me ne offrisse Dio vendetta,
ad alta voce non l’ho mai gridato.

Ché per lui verso, inesaurita fonte,
un pianto che somiglia a una preghiera;
in essa amore a carità si fonde
che dell’amore è la radice vera.
Che fede ti vibrava nell’accento,
giovane voce subito spergiura!
Ne parlo a Dio e taccio il tradimento
perché ti ami quanto t’amo io.

La fresca impronta m’è rimasta in cuore
di ciò che il suo candore un tempo è stato.
E quando Dio peserà il mio cuore
quel vuoto eterno, insieme, avrà pesato.
Non è più lui, nemmeno ai propri occhi,
e chi ha avuto il suo omaggio s’è ingannato.
Lo compiango: ma solo un giorno, in cielo,
gli ridarò il bel viso ritrovato.

Della stessa autrice: Il risveglioIo non so più, io non voglio piùLe rose di Saadi

Io non so più, io non voglio più

Io non so più, io non voglio più
(Marceline Desbordes-Valmore Douai, Francia 20/6/1786 – Parigi, Francia 23/7/1859)

Io non so più, io non voglio più
Non so più da dove è nata la mia collera;
ha parlato… e le sue colpe sono scomparse.
I suoi occhi imploravano, la sua bocca voleva piacere:
dove sei fuggita mia timida collera?
non lo so più.

Non voglio più guardare ciò che amo
Non appena sorride, tutti i miei pianti svaniscono.
Invano, per forza o per dolcezza suprema,
l’amore e lui, vogliono ancora che io ami;
io non voglio più.

Non so più evitarlo nella sua assenza;
tutti i miei giuramenti sono ormai superflui.
Senza tradirmi, ho sfidato la sua presenza;
ma senza morire sopportare la sua assenza
io non so più.

Della stessa autrice: Il risveglioLe rose di Saadi

Le rose di Saadi

Le rose di Saadi
(Marceline Desbordes-Valmore Douai, Francia 20/6/1786 – Parigi, Francia 23/7/1859)

Volevo portarti delle rose questa mattina
ma ne avevo raccolte così tante nel mio corsetto
che i nodi troppo stretti non hanno potuto contenerle.

I nodi sono esplosi. Le rose sono volate via
nel vento e al mare sono tutte arrivate…
Hanno seguito l’acqua per non tornare più;

l’onda è apparsa rossa, come in fiamme.
Stasera il mio vestito ancora ne è profumato.
Respirane su di me l’odoroso ricordo.

Della stessa autrice: Il risveglio

Il risveglio

Il risveglio
(Marceline Desbordes-Valmore Douai, Francia 20/6/1786 – Parigi, Francia 23/7/1859)

Su questo letto di canne, come posso dormire ancora?
Sento l’aria profumata, scorrere intorno a te.
La tua bocca è un fiore dall’aroma che divora.
avvicinati, tesoro mio, e non ardere altri che me.
Sveglia, svegliati!

Ma questo alito d’amore, questo bacio che io desidero
ancora io non oso prendere dalle tue labbra;
concesso dal tuo cuore raddoppierà la mia vita.
Il tuo sonno si prolunga e tu mi fai morire.
Io non oso prenderlo.

Vieni! Sotto i banani noi troveremo l’ombra.
Gli uccelli canteranno vedendo il nostro amore.
Il sole geloso si nasconde dietro una nuvola.
e solo nei tuoi occhi che io cerco il giorno:
vieni, illumina l’amore.

No, no, tu non dormi più, condividi la mia passione
i tuoi baci sono il miele che ci dona i fiori.
Il tuo cuore ha sospirato, vieni a cercare la mia anima?
ella vaga sulla mia bocca e vuole asciugare le tue lacrime.
Nascondimi sotto i fiori.