Profugo

Profugo
(Mahmoud Darwish al-Birweh, Palestina 13/3/1941 – Houston, Texas, USA 9/8/2008)

Hanno incatenato la sua bocca
e legato le sue mani alla pietra dei morti.
Hanno detto: “Assassino!”,
gli hanno tolto il cibo, le vesti, le bandiere
e lo hanno gettato nella cella dei morti.
Hanno detto: “Ladro!”,
lo hanno rifiutato in tutti i porti,
hanno portato via il suo piccolo amore,
poi hanno detto: “Profugo!”.
Tu che hai piedi e mani insanguinati,
la notte è effimera,
né gli anelli delle catene sono indistruttibili,
perché i chicchi della mia spiga che va seccando
riempiranno la valle di grano.

Dello stesso autore:
Cantando per le strade
Pensa agli altri
Perché mai…
Quando si allontana
Un altro giorno verrà

Pensa agli altri

Giornata Mondiale del Rifugiato

Pensa agli altri
(Mahmoud Darwish al-Birweh, Palestina 13/3/1941 – Houston, Texas, USA 9/8/2008)

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.

Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.

Dello stesso autore:
Cantando per le strade
Perché mai…
Quando si allontana
Un altro giorno verrà

Quando si allontana

Quando si allontana
(Mahmoud Darwish al-Birweh, Palestina 13/3/1941 – Houston, Texas, USA 9/8/2008)

Il nemico che prende il tè nella nostra capanna
ha una giumenta nel fumo e una figlia
con sopracciglia folte, occhi nocciola
e, sulle spalle, una chioma lunga
come una notte di canzoni. La sua immagine
non lo lascia tutte le volte
che viene da noi a chiedere il tè,
ma non ci dice cosa fa lei di sera, né parla
di una giumenta abbandonata
dalle canzoni in cima alla collina…

Nella nostra capanna, il nemico si riposa dal fucile.
Lo abbandona sulla sedia di mio nonno
e si nutre del nostro pane come fa l’ospite.
Sonnecchia un po’ sulla sedia di vimini.
Carezza la nostra gatta
e ci dice sempre:
non biasimate la vittima.
Chiediamo: e chi è?
Lui risponde: è sangue che la notte non asciuga.

(Da: Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine?)

Dello stesso autore: Cantando per le stradePerché mai…Un altro giorno verrà

Carta d’identità

Carta d’identità
(Mahmoud Darwish al-Birweh, Palestina 13/3/1941 – Houston, Texas, USA 9/8/2008)

Prendi nota
sono arabo
carta di identità numero 50.000
bambini otto
un altro nascerà l’estate prossima.
Ti secca?
Prendi nota
sono arabo
taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane, i vestiti, i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.
Ti secca?
Prendi nota
sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa
trema di rabbia
ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l’aratro
mio padre era povero contadino
senza terra né titoli
la mia casa una capanna di sterco.
Ti fa invidia?
Prendi nota
sono arabo
capelli neri
occhi scuri
segni particolari
fame atavica
il mio cibo
olio e origano
quando c’è
ma ho imparato a cucinarmi
anche i serpenti del deserto
il mio indirizzo
un villaggio non segnato sulla mappa
con strade senza nome, senza luce
ma gli uomini della cava amano il comunismo.
Prendi nota
sono arabo e comunista
Ti dà fastidio?
Hai rubato le mie vigne
e la terra che avevo da dissodare
non hai lasciato nulla per i miei figli
soltanto i sassi
e ho sentito che il tuo governo
esproprierà anche i sassi
ebbene allora prendi nota che prima di tutto
non odio nessuno e neppure rubo
ma quando mi affamano
mangio la carne del mio oppressore
attento alla mia fame,
attento alla mia rabbia.

Dello stesso autore: Cantando per le stradePerché mai…Un altro giorno verrà

Un altro giorno verrà

Un altro giorno verrà
(Mahmoud Darwish al-Birweh, Palestina 13/3/1941 – Houston, Texas, USA 9/8/2008)

Un altro giorno verrà, un giorno al femminile
di chiare metafore, un giorno completo
diamantino, solare, di festa nuziale,
affabile, d’ombra leggera. Nessuno avrà
desiderio di suicidarsi o morire.
E tutto, fuori del passato, sarà vero naturale
il seguito dei suoi attributi primi.
Come se il tempo riposasse in vacanza.
“Prolungami il tempo della tua splendida grazia.
Esponiti al sole dei tuoi seni di seta,
e attendi l’arrivo della lieta novella. Dopo,
cresceremo. Abbiamo un tempo ulteriore per crescere
dopo questo giorno.”
Un altro giorno verrà, un giorno al femminile,
di lirici segni, e frasi d’augurio
del colore dei lapislazzuli.
Tutto sarà femmineo fuori
del passato. L’acqua scorrerà dalle mammelle delle pietre.
Non vi sarà polvere, né aridità, né perdita.
La colomba al pomeriggio dormirà in un carro armato
abbandonato se non avrà trovato un piccolo nido
nel letto degli amanti.

Dello stesso autore: Cantando per le stradePerché mai…

Cantando per le strade

Cantando per le strade
(Mahmoud Darwish al-Birweh, Palestina 13/3/1941 – Houston, Texas, USA 9/8/2008)

Cantando per le strade, per i campi,
il nostro sguardo farà scaturire l’osservatorio
dal posto più lontano
dal posto più profondo
dal posto più bello,
dove non si vede che l’aurora,
e non si sente che la vittoria.
Usciremo dai nostri campi
Usciremo dai nostri rifugi in esilio
Usciremo dai nostri nascondigli,
non avremo più vergogna, se il nemico ci offende.
Non arrossiremo:
sappiamo maneggiare una falce,
sappiamo come si difende un uomo disarmato.
Sappiamo anche costruire
una fabbrica moderna,
una casa,
un ospedale,
una scuola,
una bomba,
un missile.
E sappiamo scrivere le poesie più belle.