Ballata della neve (da lager a lager)

27 gennaio: Il Giorno della Memoria

Ballata della neve (da lager a lager)
(Luigi Fiorentino Mazara del Vallo, TP 13/2/1913 – Trieste 2/8/1981)

La neve.
        La fatica.
                 Lo sgomento.
La colonna già in marcia nella neve.
II passo dentro la neve. La frusta
degli aguzzini: Los! Avanti, presto.
La landa senza termine, echeggiante.
E la fame di mesi sopra mesi.
Chi crollava era pietra sulla neve.
E los. Ancora los. Sempre los.
Andava la colonna nella neve.
Soldati a reggimenti, spettri
squallidi con la bocca cucita. nella neve,
con gli occhi di cristallo, tra la neve.
E la fame, la fame, la stanchezza.
(«Addio, capitano».«Madre, addio,
o argine fiorito nelle mie pene».
«Amata, amore, dolce amore, anima,
non m’attendere più. Ritorno a Dio,
e ho pugnali d’odio dentro gli occhi.
Ma se non posso, tu perdona il male.
La vita è nell’amore. Amore, addio».)
Andava la colonna, nella neve.
E la fame, la fame, il passo rotto,
il vento sulla neve un’ala immensa,
il cielo solo neve. Los!
                              In coda
lento avanzava il carro dei morenti.

(Da: Cielo e pietra, 1957)

Dello stesso autore:
Sparta

Sparta

Sparta
(Luigi Fiorentino Mazara del Vallo, TP 13/2/1913 – Trieste 2/8/1981)

Tanta gloria fu pianto alle Termopili,
nella stessa Platea. Di quei prodi
non altare, ma polvere che il vento
consegna sui cipressi e sulle case
di questa Sparta che ne usurpa il nome
in faccia all’Eurota. Così il tempo
devastando si vendica e tacendo.
Non c’è gloria nel pianto, né potenza
che non lasci nel vento le sue tombe.

(Da: Un fiume un amore, 1961)