La medusa

La medusa
(Lucrezia Lerro n. a Omignano, SA il 6/7/1977)

Ad Agropoli la gente è pazza,
il sole dà sempre alla testa, dicevi
entrando in acqua senza voltarti.
Vieni che qui si tocca, non anneghi
non sarai mai in pericolo nel mare.
Papà io non sapevo nuotare.
Io mi vergognavo
della tua esagerata allegria.
La gente si scandalizza se piangi.
Se mi spoglio… dicevi togliendoti il costume.
Sono il loro circo migliore.
Ti guardavo nuotare,
eri il mio gigante sul mare.
Ti rimpicciolivi, cercavi
i pezzi della tua memoria.
Il costume era piccolo per te.
L’avevi comprato dall’ambulante
di Piazza Roma, erano sfortunate
le tue monetine.
Guardami, urlavi, mi vedi?
Io sono qui, nell’acqua salata
ho trovato una perla per te.
Sollevasti il trofeo senza vita.
L’avevi raccolta nell’acqua
la bella medusa innocua,
la trasparenza migliore del mondo.
Dicevi è per te, sei tu l’Imperatrice
del mio regno, è la mia storia.
Adesso la vergogna viveva
nel cuore frettoloso,
nella mia testa complicata.
Gettasti la medusa nell’acqua
dopo il rifiuto e la disobbedienza.
Per ogni lacrima trattenuta
un atomo di dolore.

Della stessa autrice: La metropoli felice