In viaggio

In viaggio
(Laura Liberale n. a Torino il 15/5/1969)

Vi amo tutti.
Come spiegarvelo?
Forse lo dovete a Händel e al concerto che ascolto in cuffia
con lacrime mimetiche appostate dietro agli occhiali da sole.
Ti amo incartapecorita signora
che tra i denti finti stringi il più aspro dei limoni.
Amo il taglio dei tuoi capelli
che un eone fa avremmo chiamato “alla sbarazzina”.
Amo il tweed con cui vorresti distrarre la Guardarobiera Nazi
che ogni mattina ti ricorda la tua prossima mise di pellame e ossa.
Ti amo picassiana ragazza strabica,
cavallo già zoppo alla gabbia,
perché l’asimmetria della tua faccia è l’asimmetria stessa della vita,
Utopia di Tetris.
Ti amo uomo mastino
e solo perché assomigli al maestro di chi mi raggrumò in un accordo minore
e mi sparò verso la costellazione della Memoria Sanguisuga
con le sue ventidue stelle.
Ti amo impiegato
che saturi questo scompartimento del fiato necrotico delle tue otto ore.
E ti amo posto vuoto,
Spleen di sedile, maculato evocatore – oggi che piango –
d’ogni Inespresso, d’ogni Vacuità, d’ogni Perdita, d’ogni Assenza.
Domani potresti essere Insegna di Quello che dovrei raggiungere,
Plenum d’acari Esortativo: Riempire il Vuoto! Edificare! Arrivare forse?
Arrivare dove? Stiamo andando o tornando?
Vi giuro che non lo so.
Ed è la vostra Bellezza Lancinante,
questo Forse casuale Florilegio Umano di poche ore mute,
il Dentro che scorre mascherato da Immobilità, il Fuori che immobile
si maschera da scorrimento rapido, i canti delle Sirene
che si alzano da ogni ponte che attraversiamo, o forse è solo Händel.
Vi amo tutti e non so spiegarlo.