Come il cieco si afferra

Giovane è il tempo
(Lalla Romano Demonte, CN 11/11/1906 – Milano 26/6/2001)

Come il cieco si afferra
al braccio che lo conduce
e il bambino che ha fame
cerca il seno di donna
ognuno sulla terra
chiede all’altro il suo bene

Ognuno povero in sé
è ricco per l’altro

Ognuno a un tempo è madre
e figlio:
nutre e si sfama

Della stessa autrice:
Canzone
Giovane è il tempo
Il silenzio
Io sono dentro di te
Silenzi

Silenzi

Silenzi
(Lalla Romano Demonte, CN 11/11/1906 – Milano 26/6/2001)

D’estate, nel silenzio dei meriggi,
sopra la terra esausta ed assopita,
incombe il peso d’una enorme assenza.
Ma dai grandi silenzi dell’inverno,
sopra la terra rispogliata e nuda,
infinita certezza si disserta.
Tutto perdemmo: fu sprecato il tempo
Sì breve del fiorire, ma ora il cielo,
non più velato dalle foglie, immenso,
di luce inonda gli orizzonti, e nulla
fuorché il cielo è vivente sulla terra,
una più vera vita è in questa morte.

(Inedito, 1930)

Della stessa autrice: CanzoneIl silenzio

Canzone

Canzone
(Lalla Romano Demonte, CN 11/11/1906 – Milano 26/6/2001)

Amore, bada, se mi vuoi ferire,
che la ferita non mi sia mortale.
 
Lagnarmi non m’udresti del mio male,
ma lontano da te vorrei morire.
 
Come la cerva ch’è ferita a morte,
nel folto delle selve fuggirò.
 
Sola e senza rimpianger la mia sorte,
amor, lontano da te morirò.

Il silenzio

Il silenzio
(Lalla Romano Demonte, CN 11/11/1906 – Milano 26/6/2001)

Musiche nascono
sono ancora parole,
soli ardono si spengono
sono ancora tempo.
Solamente il silenzio
oltre il gelo dei mondi
oltre il solitario passo dei vecchi
oltre il sonno dimenticato dei morti
solo il silenzio vive.

(da: Giovane é il tempo, 1956)