Restando pensiero latente

Restando pensiero latente
(Katia Sebastiani n. a Camaiore, LU nel 1971)

È come scendere le scale sporche
del sottopassaggio
che mi porta al binario, che mi riporta a casa
e scoprire lì sotto due anziani (potrei
essere io, lei?) che si scambiano dolcezze
e promesse. Lui non era il marito,
e di sicuro lei, coi capelli arruffati e un lieve
rossore sul viso, lei non era la moglie.

Sto come posso, schiena dritta dentro le parole
vivi nascosto, vivi nascosto! perché
ogni possibile spiegazione suonerebbe
giustificazione, prosa trita un trattatello
di morale con i suoi devo e non dovevo.

Prima conclusione: che la poesia invece
come mi insegni, non vuole mediazioni

Seconda conclusione: non sono ironica,
se non nella misura in cui tout le monde
finge di esserlo.