Le strade non portano a nessuna meta

Le strade non portano a nessuna meta
(José Hierro Madrid, Spagna 3/4/1922 – Madrid, Spagna 21/12/2002)

Le strade non portano
a nessuna meta; tutte
terminano in noi.
La fiamma del crepuscolo
ci fonde in unità.

È bello camminare,
sognare, cantare. Bello
essere gran tenerezza
con un cuore vicino,
(con un dolore remoto).

La sera si denuda,
mostra i suoi ori profondi.
Ogni forma ci incanta
col suo vino gioioso.

Ormai non c’è nulla: – passato,
futuro, ombre, gioie –,
fuori di noi.
La sera spolvera
il suo caldo tesoro.

I suoi pampini di fuoco
stillano nei nostri occhi.
La sera è nostra. Il mondo
fu fatto per noi.

Siamo il suo centro vivo
e gira il tempo intorno.
Passa e non può ferire
col suo dolore remoto
il nostro cuore vicino.

Le strade non portano
a nessuna meta; tutte
terminano in noi.

(Da: Con le pietre, con il vento, 1950)

Dello stesso autore:
L’indifferente
Luna d’agosto
Porto di Gijón
Se fosse vero
Vorrei non odiare questa sera

Se fosse vero

Se fosse vero
(José Hierro Madrid, Spagna 3/4/1922 – Madrid, Spagna 21/12/2002)

Se fosse vero che due anime
camminano congiunte, senza
che i corpi si conoscano; se fosse vero
che si son toccate da sempre,
che bevvero la stessa luce,

che lo stesso destino le culla;
se fosse vero che son foglie
dello stesso arbusto, eterno e verde;
se fosse vero che il loro trionfo
si compie il dì che avranno

gli occhi dell’anima gemella
fissi nella loro carne presente;
se tutto ciò fosse vero,
come mai quel giorno di settembre
non ti cercai, chiamai, portai;

come mai ignoravo che esistessi,
come mai non trattenni la stella
che t’arrossava la fronte;
come mai potevo io cantare
sotto la fiamma del ponente;

come mai poteva non esistere
il tuo passato di ora, che mi doleva.
Come ha potuto essere. E come
non lo impedii, con unghie, denti,
cuore…

Se fosse vero
che due anime, senza che i corpi
si conoscano, vibrano, vanno congiunte
verso lo stesso nido caldo,
come quel giorno di luce profonda,

come quel giorno nella strada
dritta contro il ponente;
dorata e grave di settembre;
come quel giorno non sentii
che mi trafiggeva la morte.

Dello stesso autore: L’indifferenteLuna d’agostoPorto di GijónVorrei non odiare questa sera

Porto di Gijón

Porto di Gijón
(José Hierro Madrid, Spagna 3/4/1922 – Madrid, Spagna 21/12/2002)

L’uomo si è affacciato sull’acqua immobile della sera.
Sotto gli scafi s’infrangono il rosso, il verde, il giallo.
Sono scintille, brandelli: vestono la carne torbida del mare.
L’uomo ha inzuppato un’ombra nel cuore di ponente:
ci copre il mondo. L’aria si trasforma in vetro d’oblio.
Quegli uomini che tessevano premurose reti di ragno,
le donne che scendevano da rampe e da scale,
si sono dissolte nella luce di rame.
La realtà salpa verso isole impossibili e luminose
e lascia qui la sua secca maschera.

L’uomo si allontana dall’acqua bagnato di malinconia.

Dello stesso autore: L’indifferenteLuna d’agostoVorrei non odiare questa sera