Vigilia

Vigilia
(Jorge Debravo Turrialba, Costa Rica 31/1/1938 – San José, Costa Rica 4/8/1967)

Albero sono, amore mio. Le mie radici
crescono sotto il tuo sangue.
Sono tutte quelle vene che lottano
nella tua carne
               e si ritorcono.
Sono la radice del tuo paese:
le sue strade,
               e i suoi bambini,
                                    e i suoi venerdì.

Eccomi qui scosso, vigilando,
pieno di spicchi verdi,
proteggendo la tua anima coi miei legni,
difendendo i tuoi baci coi miei denti,
seminando questo mio amore
                                    come un occhio
al di sopra della tua vita e della tua morte.

(Trad. Alessio Brandolini)

Dello stesso autore: ResurrezioneSiamo come una rete

Siamo come una rete

Siamo come una rete
(Jorge Debravo Turrialba, Costa Rica 31/1/1938 – San José, Costa Rica 4/8/1967)

Siamo come una rete. Si avvicinano
vivi pesci di fuoco
e noi
      – addormentati –
non li vediamo.

Qualche volta crediamo
di sentir piangere un pesce. Ci sorprendiamo,
guardiamo il nostro sangue e sentiamo soltanto
il silenzio del vento.

E siamo reti un’altra volta e ancora.
Abbacinate, vuote reti, tremando
tra un pesce di fuoco che ci cerca
e un pesce di fuoco che uscì volando.

Dello stesso autore: Resurrezione

Resurrezione

Resurrezione
(Jorge Debravo Turrialba, Costa Rica 31/1/1938 – San José, Costa Rica 4/8/1967)

In questa notte assetata ho chiesto
chi sei e chi sei.
Perché la tua carne è triste come un legno opaco
e perché hai la bocca piena di spilli.

E lentamente, stanotte ti ho separata
come un albero d’amore, dalle altre donne,
e facendo del mio sangue acqua, ho battezzato
i tuoi dolori e i tuoi piaceri.

E ho detto alla morte che non può uccidermi!
E ho detto alla vita che non mi può sconfiggere!
E ho detto alla terra che se riesce a seppellirmi,
dove mi seppellirà verrai a prendermi!
E ho detto al nulla che se riesce a spegnermi,
tu, con i tuoi grandi baci, tornerai ad accendermi!