55° Chorus

55° Chorus
(Jack Kerouac Lowell, Massachusetts, USA 12/3/1922 – St. Petersburg, Florida, USA 21/10/1969)

– Un giorno o l’altro alzeranno monumenti
costruiti in onore dei folli
quelli che oggi stanno in manicomio

Come primi pionieri del concetto
per il quale se perdi la ragione
attingi al sapere più perfetto

Il quale è immune da predicati
quali «lo sono, io voglio, io ragiono -»
– immune dal dire: «Lo farò»
– Immune

Immune anche da follia in virtù
del non contatto

Ma per intanto questi medici
deterministi credono davvero
che un matto è matto –

E per questo hanno eretto una religione
da un miliardo di dollari, detta Psico-medicina,
e ah –
Be’ apprenderemo la normalità
dell’Ard Bar

Al mattino, alle volte, da soli

Dello stesso autore: PoesiaPoesia, 16 settembre 1961

Poesia, 16 settembre 1961

Poesia, 16 settembre 1961
(Jack Kerouac Lowell, Massachusetts, USA 12/3/1922 – St. Petersburg, Florida, USA 21/10/1969)

Come mi sentivo terribilmente triste pensando a mia madre mentre dorme nel suo letto
che lei morirà un giorno
anche se lei stessa dice «la morte non è niente di cui preoccuparsi,
da questa vita ci avviamo ad un’altra»
Come mi sentivo in ogni caso terribilmente triste – –
Non avere vino per farmi dimenticare i miei denti che vanno in malora è cattivo abbastanza
ma il fatto che il mio corpo intero sta marcendo e il corpo di mia madre si sta disfacendo
verso la morte, è tutto così pazzescamente triste.
Sono uscito fuori nell’alba chiara: ma perché dovrei essere contento per un’alba
che nasce su un altro rumore di guerra,
e perché dovrei essere triste: in definitiva l’aria non è chiara e fresca?
Ho guardato i fiori sul cespuglio: uno era caduto:
un altro era appena sbocciato: nessuno di loro era triste o contento.
All’istante ho capito che semplicemente tutte le cose vengono e vanno
compreso qualche sentimento di tristezza: anche questo se ne andrà:
triste oggi contento domani: malinconico oggi ebbro domani: perché agitarsi
così tanto?
Ognuno nel mondo ha difetti proprio come me.
Perché dovrei buttarmi giù? Questo è un sentimento che viene soltanto per andarsene.
Ogni cosa viene e va. Benissimo!
Le guerre cattive non resteranno per sempre!
Anche le forme piacevoli se ne vanno.
Dal momento che ogni cosa semplicemente viene e va Oh perché essere triste? o contento?
Malato oggi pieno di salute domani. Ma Oh io sono così triste proprio lo stesso!
Proprio venendo e andando dappertutto per il luogo,
il luogo stesso viene e va.
In ogni caso finiremo tutti su in cielo, insieme
in quella eterna estasi dorata che ho visto.
Oh com’è dannatamente triste che non possa scrivere bene su questo.
È un tentativo di facile luminosità
di poesia ciardiana.
Dovrei veramente usare il mio modo personale.
Ma anche questo se ne andrà, preoccupazioni sullo stile. Sulla tristezza.
Mio piccolo gatto felice che fa le fusa e odia le porte!
E a volte è triste e silenzioso,
naso caldo, singhiozzi,
e un debole miagolio da cuore spezzato.
Là vanno gli uccelli, volando a ovest per un momento.
Chi conoscerà mai il mondo prima che se ne vada?

(Traduzione di Elisabetta Beneforti)

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