E torno…

E torno…
(Irma Kurti n. a Tirana, Albania il 20/3/1966)

Eppure io mi ubriaco di luci,
mi piace il cielo nuvoloso e grigio,
in questo paese straniero, distante
in cui non vuole conoscermi nessuno.

Dialogo con il silenzio, le parole
scivolano come granelli di sabbia.
La solitudine pesa sul mio petto,
il sole si spegne, le voci mi chiamano.

L’immagine sfocata del mio paese
non mi lascia in pace, giorno e notte.
Striscio i miei passi senza una meta,
come la bimba che non trova la strada.

Conto i giorni con le dita d’impazienza,
mi manca parlare nella mia lingua.
E torno… con una valigia in mano,
ho messo lì tante lacrime e nostalgia.

Calpesto l’aeroporto del mio paese
sento la pioggia che cade in silenzio.
Mi bagno, piango sotto il suo ritmo
e i ricordi mi si attaccano al corpo.

Le case sono piccole, le strade storte,
ma il mio sguardo è fisso e nostalgico.
Un caffè in un qualsiasi bar di Tirana
mi attira, mi invita come un paradiso.

Ho qui tutti i miei ricordi d’infanzia,
le mie gioie e le mie tristezze.
Ogni volta che vado via, mi sembra
che perdo una parte di me stessa.