Poesia d’autunno

Poesia d’autunno
(Harry Martinson Jämshög, Svezia 6/5/1904 – Stoccolma, Svezia 11/2/1978; Premio Nobel per la letteratura 1974)

Celestialmente belli i fiori crollano.
In ogni dove si protende l’umido muso della caducità.
Il cielo sputa gelido nell’aperto calice del tropeolo,
terge e lacera violentemente l’ultima rosa dell’estate.

(Da: Le erbe nella Thule, 1975)

Dello stesso autore:
Al largo sul mare
Il mattino delle età
Poesia

Il mattino delle età

Il mattino delle età
(Harry Martinson Jämshög, Svezia 6/5/1904 – Stoccolma, Svezia 11/2/1978; Premio Nobel per la letteratura 1974)

Presto si alza il vecchio
esce di nascosto dalla casa mentre i giovani ancora dormono.
Sa che la sua vita è breve.

Il levarsi del sole vuole vedere
e la rugiada che tuttora giace
non ancora alzatasi come i giovani.

Davanti ai suoi piedi salta una rana
verso la selva attraverso la rugiada.
Il vecchio la segue e pensa:
potrebbe essere il mio stesso cuore
che salta nella rugiada.

Dentro la casa dietro di lui
dormono i giovani
il profondo sonno della gioventù.
Sanno che il mare tuttora esiste per loro
lontano oltre la fonte.

Si dormono tutto il mattino oggi
perché hanno possibilità.
Rimandano la loro partenza di qualche giorno, qualche anno
a cagione della loro giovinezza.

(Da: Venti alisei)

Dello stesso autore:
Al largo sul mare
Poesia

Poesia

Poesia
(Harry Martinson Jämshög, Svezia 6/5/1904 – Stoccolma, Svezia 11/2/1978; Premio Nobel per la letteratura 1974)

Ora innalziamo il cimbalo sopra la terra.
E osserva: il cimbalo è la tua vecchia luna,
che ha cozzato quanto basta nelle selve d’agosto
e ora è tonda come l’oste delle sette osterie.

Ti diciamo parole in una lingua che tu indovini
nel profondo delle paludi e in alto nel cielo;
rinnovare vogliamo i consunti sciami delle stelle
e alitare nuovi profumi nel tuo fiore.

Fratello, fratello, qualunque cosa accada –
se fornicazione e fuoco e caos sulla terra,
ricorda sempre, o fratello, queste parole:
Dài profumo al fiore.

Dello stesso autore: Al largo sul mare