Vertigine di luna

Vertigine di luna
(Guiomar Cuesta Escobar n. a Medellín, Colombia nel 1950)

Non so quante vigilie fa
la tua bocca e la mia parola
si lacerarono
In quella storia
che cominciammo
per non finire mai
una sillaba ci contiene

Siamo l’alfabeto
le mille pazzie
che viaggiano e ci percorrono
Ci abbracciamo senza abbraccio
e quando mi guardi
il bacio è totale

Una rosa ci contiene
soavi come l’acciaio
aspri come l’oblio

Non mi trattieni
vado libera
per quella casa senza porte

Un treno parte senza rotta
il bagaglio
un abito nuovo
Senza ora per l’incontro
il desiderio cresce
e non ha fretta

Libera
mi conosci dall’uragano
e dai sogni
senza precisare la forma
con cui questo amore
si afferma

Vivi anche le paure
il desiderio profondo
di un posto sulla terra

Ci seducono
quei racconti
non lasciarmi
che potrei morire
in una vertigine di luna.