In autobus

In autobus
(Grace Paley New York, USA 11/12/1922 – Thetford Hill, Vermont, USA 22/8/2007)

Da qualche parte fra Greenfield e Holyoke
la neve divenne pioggia
e una bambina mi ha attraversata
Come una persona si muove attraverso la nebbia
come la luna si muove attraverso
una nuvola densa di notte
come se fossi nuvola o nebbia
una bambina mi ha attraversata

Sulla statale che corre
lungo miglia di stoppie
e di fabbriche di tabacco il nostro autobus andando
forte scompigliava la pioggia inclinata
e una ragazza senza nome nuda
con indosso l’ultima nudità de
l’infanzia respirò dentro di me
non una volta
in due fiati
in un sospiro mi sussurrò Ehi tu
comincia di nuovo
Di nuovo?
Di nuovo di nuovo vedrai
è facile comincia di nuovo tanto tempo fa

Della stessa autrice:
Alternativa episodica del poeta
È responsabilità
Fedeltà
Grazie a Dio non c’è nessun Dio
Padri

Padri

Padri
(Grace Paley New York, USA 11/12/1922 – Thetford Hill, Vermont, USA 22/8/2007)

I padri sono
più paterni
ai giorni nostri ci
sono riusciti
diventando più materni

che gran fortuna per loro l’avvento
del movimento femminista da allora
il sogno di una nuova paternità
ha cominciato a brillare negli occhi
delle donne libere ed è stato
irresistibile

sulle metropolitane di New York
e i mezzi pubblici
di altre città si vedono
paternità di molti colori
con bimbi rotondi sulle
ginocchia può
succedere anche in campagna

queste scene sono state un’eccitante
novità per una vecchia signora che
aveva osservato i padri dei suoi tempi
riuniti ancora una volta nei
loro soliti accampamenti militari e confortevoli
gabinetti di guerra per studiare
la necessaria estirpazione dei
nuovi padri paterni
(che sono i loro figli) così come
delle donne e dei bambini che
senz’altro si ritroveranno fra i piedi

Della stessa autrice: Alternativa episodica del poetaÈ responsabilitàFedeltàGrazie a Dio non c’è nessun Dio

È responsabilità

È responsabilità
(Grace Paley New York, USA 11/12/1922 – Thetford Hill, Vermont, USA 22/8/2007)

È responsabilità della società accettare che il poeta sia un poeta
È responsabilità del poeta essere una donna
È responsabilità del poeta stare agli angoli delle strade
consegnando poesie e volantini scritti mirabilmente
o volantini dalla retorica esasperata
inguardabili
È responsabilità del poeta essere pigro andare in giro a vaticinare
È responsabilità del poeta non pagare tasse destinate alla guerra
È responsabilità del poeta entrare e uscire da torri d’avorio e bilocali in periferia
e campi di granoturco e accampamenti militari
È responsabilità del poeta maschio essere una donna
È responsabilità del poeta femmina essere una donna
È responsabilità di chi è poeta affermare la verità contro il potere
come dicono i Quaccheri
È responsabilità di chi è poeta imparare la verità da chi non ha potere
È responsabilità del poeta dire molte volte:
non c’è libertà senza giustizia
e questo significa giustizia economica e giustizia degli affetti
È responsabilità del poeta cantarlo in tutte le chiavi
originali e tradizionali in cui si cantano e dicono le poesie
È responsabilità del poeta ascoltare le chiacchiere
e rimetterle in giro come i cantastorie che travasano il racconto della vita
Non c’è libertà senza paura e coraggio. Non c’è libertà se non continuano la terra e l’aria e l’acqua
e se non continuano anche i bambini
È responsabilità del poeta essere una donna
sorvegliare il mondo e gridare come Cassandra
ma stavolta essere ascoltata.