I fiumi

I fiumi
(
Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Mi tengo a quest’albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
in un’urna d’acqua
e come una reliquia
ho riposato

L’Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso

Ho tirato su
le mie quattr’ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull’acqua

Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole

Questo è l’Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell’universo

Il mio supplizio
e quando
non mi credo
in armonia

Ma quelle occulte
mani
che m’intridono
mi regalano
la rara
felicità

Ho ripassato
le epoche
della mia vita

Questi sono
i miei fiumi

Questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil’anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre

Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d’inconsapevolezza
nelle estese pianure

Questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
contati nell’Isonzo

Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch’è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre

Cotici il 16 agosto 1916

(Da: L’allegria)

Dello stesso autore: Di luglioFratelliGrecia 1970Il lampo della boccaIn memoriaMattinaNataleNon gridate piùNotte di marzoOgni anno, mentre scopro che FebbraioPer i morti della resistenzaScoperta della donnaSegreto del poetaSoldatiSono una creaturaTrame lunariUna donna s’alza e canta

Per i morti della resistenza


25/4/1945 – 73º Anniversario della liberazione d’Italia

Per i morti della resistenza
(
Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Qui
vivono per sempre
gli occhi che furono chiusi alla luce
perché tutti
li avessero aperti
per sempre
alla luce.

Dello stesso autore:
Di luglio
Fratelli
Grecia 1970
Il lampo della bocca
In memoria
Mattina
Natale
Non gridate più
Notte di marzo
Ogni anno, mentre scopro che Febbraio
Scoperta della donna
Segreto del poeta
Soldati
Sono una creatura
Trame lunari
Una donna s’alza e canta

Notte di marzo

Notte di marzo
(Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Luna impudica, al tuo improvviso lume,
Torna, quell’ombra dove Apollo dorme,
A trasparenze incerte.

Il sogno riapre i suoi occhi incantevoli,
Splende ad un’alta finestra.

Gli voli un desiderio,
Quando toccato avrà la terra,
Incarnerà la sofferenza.

(1927)

(Da: Sentimento del Tempo)

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Ogni anno, mentre scopro che Febbraio

Ogni anno, mentre scopro che Febbraio
(
Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Ogni anno, mentre scopro che Febbraio
è sensitivo e, per pudore, torbido,
Con minuto fiorire, gialla irrompe

La mimosa. S’inquadra alla finestra
Di quella mia dimora d’una volta,
Di questa dove passo gli anni vecchi.

Mentre arrivo vicino al gran silenzio,
Segno sarà che niuna cosa muore
Se ne ritorna sempre l’apparenza?

O saprò finalmente che la morte
regno non ha che sopra l’apparenza.

(Da: Il taccuino del vecchio)

Dello stesso autore:
Di luglio
Fratelli
Grecia 1970
Il lampo della bocca
In memoria
Mattina
Natale
Non gridate più
Scoperta della donna
Segreto del poeta
Soldati
Sono una creatura
Trame lunari
Una donna s’alza e canta

Di luglio

Di luglio
(
Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Quando su ci si butta lei,
Si fa d’un triste colore di rosa
Il bel fogliame.

Strugge forre, beve fiumi,
Macina scogli, splende,
È furia che s’ostina, è l’implacabile,
Sparge spazio, acceca mete,
È l’estate e nei secoli
Con i suoi occhi calcinanti
Va della terra spogliando lo scheletro.

1931

(Da: Sentimento del Tempo)

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Scoperta della donna

Scoperta della donna
(
Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Ora la donna mi apparve senza più veli,
in un pudore naturale.
Da quel tempo i suoi gesti, liberi,
sorgenti in una solennità
feconda, mi consacrano all’unica dolcezza reale.
In tale confidenza passo senza stanchezza.
In quest’ora può farsi notte, la chiarezza lunare
avrà le ombre più nude.

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Trame lunari

Trame lunari
(
Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

il suono attutito di perse
memorie riverbera

affiorano brividi d’ombra

da uno spiraglio repentino è desto
un corso d’acqua calmo e chiaro

svela ammutoliti giardini

e questo crucciato profugo è
riflesso in quel vago balocco

o gote rosee o tempie azzurrine
o dolcezza d’occhi senza pensieri

Roma 29 Giugno 1922

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Grecia 1970

Grecia 1970
(Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Atene, Grecia, segreto, vertice
di favola incastonata dentro il topazio che l’inanella.

Sul proprio azzurro insorta
in minimi
limiti, per essere misura, libertà
della misura, libertà di legge che
a sé liberi legge.

Sino dal mare,
dal cielo al mare,
liberi l¹umano vertice,
le legge di libertà, dal mare al cielo.

Non saresti più, Atene, Grecia,
che tana di dissennati? Che
terra della dismisura, Atene,
mia, Atene occhi aperti,
che a chi aspirava all’umana
dignità, apriva gli occhi

Ora, mostruosa accecheresti?
Chi ti ha ridotta a tale,
quali mostri?

Roma, il 12 dicembre 1970

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Sono una creatura

 24/5/1915 L’Italia dichiara guerra all’Austria-Ungheria

Sono una creatura
(
Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Valloncello di Cima Quattro il 5 agosto 1916

Come questa pietra
Del S. Michele
Così fredda
Così dura
Così prosciugata
Così refrattaria
Così totalmente
Disanimata

Come questa pietra
È il mio pianto
Che non si vede

La morte
Si sconta
Vivendo.

Dello stesso autore: FratelliIl lampo della boccaIn memoriaNataleNon gridate piùSegreto del poetaSoldatiUna donna s’alza e canta