Quell’uomo che prega il Signore

Quell’uomo che prega il Signore
(Giorgio Orelli n. ad Airolo, Svizzera 25/5/1921 – Bellinzona, Svizzera 10/11/2013)

“Quell’uomo che prega il Signore a quel modo,
sì, quel signore là (proprio adesso s’accende di sole
sull’omero destro), bene, il popolo dice
che il parroco è un messo di Dio e lui un fesso
della madonna, purtuttavia guadagna
più di tuo padre e del curato insieme.
Con suoi lordi compagni è appena tornato da Lourdes
dove non avrà preso maggiore coscienza di sé
ma certo pregato per i più strapazzati
operai da lui stesso trascelti nel Sud.
Adesso sai perché tanto arrotonda la voce,
perché dilata il segno della croce.”
Fuori, una nobile bestia, la vacca di zia Rita,
non muove più la coda, ferita alla radice.

Dello stesso autore: A un cattolicoA un piccolo borgheseDue passi con Lucia, d’autunno

Due passi con Lucia, d’autunno

Due passi con Lucia, d’autunno
(Giorgio Orelli n. ad Airolo, Svizzera 25/5/1921 – Bellinzona, Svizzera 10/11/2013)

I fichi del ricco traboccano dal parco,
ma neanche il porco li mangia.
Sembrano buoni, così belli e pieni,
ma nessuno li mangia.
Imbratteranno presto la viuzza.

Vieni, Lucia, che andiamo
per una strada meno stretta
dove cadono ricci con castagne
e possiamo giocare a pestarci le ombre
senza che abbàino cani.

Dello stesso autore: A un cattolicoA un piccolo borghese

A un cattolico

A un cattolico

(Giorgio Orelli n. ad Airolo, Svizzera 25/5/1921)


Forse sei troppo sano e l’unica tua vertigine
dev’essere codesto scoppiare
di salute. Ma ora che ti stringe l’età detta implacabile,
di’, non sarebbe meglio ridurre tutto all’osso?
Suvvia, fa’ che tanti anni di sterco di piccioni
non ti offuschino l’anima se offuscano la chiesa,
fa’ che non vi rintocchi una frivola pendola. Addio.