Una luce

Una luce
(Giammario Sgattoni Garrufo di Sant’Omero, TE 5/5/1931 – Teramo 22/8/2007)

Qui l’autunno non è, come una volta,
nelle foglie ingiallite, nelle piogge
«torrenziali e piangenti» (lo vedessi
il giardino dinanzi, vivo solo
del lamento di bimbi in brefotrofio: (1)
i pioppi quasi spogli due banani
già pavidi, uno svolo più irrequieto
di passeri, presago dell’inverno);
non è nei giuochi rari dei fanciulli,
nei gerani che mamma avviva ancóra
col suo fiato amorevole, nel colle
dove stracciano nuvoli le querce.
È in questa stanza, è dentro questi libri,
sul mio tavolo ingombro, nel cestino
colmo di carte inutili; è in questo
che sto scrivendo non felice addio.

È in te che sei lontana, che noti pensi
al ritorno d’un sole tramontato
troppo presto per noi, troppo rimpianto;
è in me che sotto schiavo di me stesso,
e attendo: attendo, con il tuo poeta,
che qui scocchi tutta luce dai castagni,
a lenire la pena del mio canto.

(ottobre 1962)

(1) Il brefotrofio era sito in Via Diaz a Teramo, nell’attuale sede del Liceo Artistico.
L’edificio e il relativo parco erano adiacenti all’abitazione dell’autore.

(Da: Serenata siciliana)