Un giorno vedrai queste porte bruciare

 Giornata Internazionale della Pace

Un giorno vedrai queste porte bruciare
(Giacomo Sferlazzo n. ad Anzio, RM il 20/5/1980)

Una poesia per Riace, Lampedusa e loro porte.

Un giorno vedrai queste porte bruciare

Un giorno vedrai queste porte a terra in frantumi,
Donne e uomini di ogni dove, fare festa sui cocci e sui legni rimasti.
Le nazioni saranno un ricordo odioso
Ed anche ciò che chiamiamo “Mio e tuo”.

Sei venuta col capo chino e il ventre gonfio d’Africa
Le vesti di un colore sconosciuto,
Con il dolore di tutto l’universo,
Con la gioia piccola di essere ancora vivi.
Sei scesa da una barca e ti hanno accolta divise e telecamere,
Prima un isola figlia di due madri,
Poi un altra porta calabra piena di amore.

Un giorno vedrai queste porte bruciare sotto il fuoco della rivoluzione.
Sono i segni migliori che non avranno più senso.
Una porta segna un altrove, un luogo da varcare e un confine.
Quando sarà, avranno perso ogni funzione, anzi le vedrai come minacce,
Invece oggi è tempo di edificarle per aprire queste cerniere di egoismo.
Attraversiamo tutti una sola strada colma di mistero e non sappiamo
Niente di niente , madre africana, queste porte che un giorno
Abbatteremo insieme al resto, oggi sono : gesti d’amore e mani tese e
Pugni in faccia ad un Europa piena di leggi e carte scritte e trattati vuoti
E paure e ingiustizie e tutto quello che imparerai presto, sorella africana.
Un giorno vedrai queste porte bruciare, donna d’Africa, ma oggi canta
Insieme a me, perché queste porte significano salvezza,
Speranza di un giorno abbatterle.