L’altra città

L’altra città
(Ghiannis Ritsos Monemvasia, Grecia 1/5/1909 – Atene, Grecia 11/11/1990)

Esistono molte solitudini intersecate – dice – sopra e sotto
ed altre in mezzo;
diverse o simili, ineluttabili, imposte
o come scelte, come libere – intersecate sempre.
Ma nel profondo, in centro, esiste l’unica solitudine – dice;
una città sorda, quasi sferica, senza alcuna
insegna luminosa colorata, senza negozi, motociclette,
con una luce bianca, vuota, caliginosa, interrotta
da bagliori di segnali sconosciuti.
In questa città
da anni dimorano i poeti.
Camminano senza far rumore, con le mani conserte,
ricordano vagamente fatti dimenticati, parole, paesaggi,
questi consolatori del mondo, i sempre sconsolati, braccati
dai cani, dagli uomini, dalle tarme, dai topi, dalle stelle,
inseguiiti dalle loro stesse parole, dette o non dette.

Dello stesso autore: Eppure…LascitoNeanche stanotte luna piena

Eppure…

Eppure…
(Ghiannis Ritsos Monemvasia, Grecia 1/5/1909 – Atene, Grecia 11/11/1990)

Eppure – chissà – là dove qualcuno
resiste senza speranza,
è forse là che inizia la storia umana,
come la chiamiamo,
e la bellezza dell’uomo.

Dello stesso autore: Lascito

Lascito

Lascito
(Ghiannis Ritsos Monemvasia, Grecia 1/5/1909 – Atene, Grecia 11/11/1990)

Disse: Credo nella poesia, nell'amore, nella morte,
perciò credo nell'immortalità. Scrivo un verso,
scrivo il mondo; esisto; esiste il mondo.
Dalla punta del mio mignolo scorre un fiume.
Il cielo è sette volte azzurro. Questa purezza
è di nuovo la prima verità, il mio ultimo desiderio.

(31 marzo 1969)