Chiuso per lutto (23 Maggio ’92 – 19 Luglio ’92)

 20° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO

Chiuso per lutto (23 Maggio ’92 – 19 Luglio ’92)
(Gesualdo Bufalino Comiso, RG 15/11/1920 – Comiso, RG 14/6/1996)

Basta così, giù il sipario, non me la sento stasera.
Si chiude. Vi rimborso il biglietto.
Lasciamo Guerrino per un bel po’,
a sbrogliarsela con le tenebre
sul ciglione dell’abisso.
Gli farà bene vegliare anche lui
in questa Notte d’Ulivi della Sicilia.
Sicilia santa, Sicilia carogna…
Sicilia Giuda, Sicilia Cristo…
Battuta, sputata, inchiodata
palme e piedi a un muro dell’Ucciardone,
fra siepi di sudari in fila
e rose di sangue marcio
e spine di sole e odori,
sull’asfalto, di zolfo e cordite…
Isola leonessa, isola iena…
Cosa di carne d’oro settanta volte lebbrosa…
No, non verrà Guerrino a salvarla
con la sua spada di latta
a cavallo di Macchiabruna…
Nessun angelo trombettiere
nel mezzogiorno del Giudizio
suonerà per la vostra pasqua,
poveri paladini in borghese,
poveri cadaveri eroi,
di cui non oso pronunziare il nome…
Non vi vedremo mai più sorridere
col telefono in una mano
e una sigaretta nell’altra,
spettinati, baffuti, ciarlieri…
Nessuna mano solleverà
la pietra dei vostri sepolcri…
Nessuna schioderà
le bare dalle maniglie di bronzo…

Forse solo la tua, bambino.

Il male della luna

Il male della luna
(Gesualdo Bufalino Comiso, RG 15/11/1920 – Comiso, RG 14/6/1996)

Non so se fu malocchio
che mi sciolse i ginocchi,
malocchio di mezzogiorno.

Non so se fu scorpione
che mi punse il tallone,
scorpione di pozzo rotondo.

Non so se fosti tu,
con uno spillo nel pugno
e con le labbra d’aceto.

Io non so nulla più,
ho il male della luna,
e non m’aiuta nessuno.

(da: L’amaro miele – Einaudi 1996)

Risarcimento

Risarcimento
(Gesualdo Bufalino Comiso, RG 15/11/1920 – Comiso, RG 14/6/1996)

La vita non sempre fa male.
Può stracciarti le vele rubarti il timone,
ammazzarti i compagni ad uno ad uno,
giocare ai quattro venti con la tua zattera,
salarti, seccarti il cuore
come la magra galletta che ti rimane,
per regalarti nell’ora dell’ultimo naufragio
sulle tue vergogna di vecchio
i grandi occhi, il radioso
innamorato stupore di Nausicaa

(da “Il malpensante”, 1987)